17/05/2021

Consulenza “comportamentale”, l’inizio di una nuova era

di Advisor Professional

La News

Nel contesto attuale caratterizzato dalla ripresa post Covid-19, la consulenza “comportamentale” svolge un ruolo centrale. Il professor Paolo Legrenzi, contributor di GAM Investments, ha cercato di introdurre una separazione netta tra la consulenza finanziaria e la consulenza comportamentale, perché durante la pandemia e nel dopo pandemia si sono verificati molti fenomeni che hanno e che avranno un impatto sulla pianificazione e le strategie di investimento.

 

Il Covid-19 ha portato a una accentuazione diffusa delle paure e quindi a un incremento dell’avversione al rischio. Le conseguenze di questi fenomeni non sono intuitive per la grande maggioranza dei clienti. Pertanto, la consulenza deve tenere conto dei comportamenti umani, non solo di quello che succede sui mercati come conseguenza dei cambiamenti economici.

 

Molti analisti hanno sottolineato che i risparmiatori italiani hanno posizioni basse nelle classifiche mondiali sulla preparazione finanziaria. Per questo, secondo il professor Legrenzi, l’aiuto del consulente è fondamentale. Spesso i risparmiatori sono così impreparati da non accorgersi nemmeno di aver bisogno di un buon consulente non in conflitto di interessi ed esperto. Quando i risparmi sono amministrati con il “fai da te”, quando cioè chi decide come investirli è il risparmiatore stesso, uno dei più potenti fattori di disturbo e di inefficienza è il cosiddetto “home bias”. Si tratta della tendenza intuitiva a scegliere gli investimenti “vicini”, “conosciuti bene”. Per un italiano, l’home bias ha conseguenze molto più dannose, perché per investire bene deve andare lontano da casa sua, il più lontano possibile.

 

Alla luce di quanto appena detto, il professor Legrenzi ha sottolineato che “il consulente è un esperto “speciale” rispetto agli altri che conosciamo da vicino: non ha la risposta “vincente” ma è dotato di una strategia vincente. Deve essere capace di individuare i punti di rottura, coincidenti con i punti di non ritorno, e deve cercare di spiegarli al cliente. Consideriamo quello che più ha caratterizzato la pandemia e il dopo-pandemia: la centralità degli investimenti nel mondo dell’immateriale, di cui abbiamo già parlato.”.

 

Le origini dell’immateriale e dell’intangibile possono venir fatte risalire a quando gli uomini hanno inventato la matematica e la logica. Dal 1800 in avanti, il mondo ideale della logica e quello concreto della produzione di beni cominciarono a incrociarsi e, poi, ad andare a braccetto e a interagire. Oggi miriadi di persone non potrebbero fare a meno di quello che trovano o che cercano sui loro schermi, sia per svolgere attività professionali sia nel tempo libero. Pertanto, secondo il professor Legrenzi, ci sono diversi ordini di fattori che rendono necessaria una consulenza “comportamentale”: sfortuna rispetto a uno statunitense che soffre meno delle conseguenze dell’home bias, pur provandolo in ugual misura; superbia e assenza di consulenza per cui investimenti degli italiani sono inefficaci.

 

Il professor Legrenzi ha concluso dicendo che “l’incapacità di capire la nozione di efficacia degli investimenti è parallela all’incapacità di capire la nozione di efficacia dei vaccini: entrambe si basano su confronti, proporzioni e percentuali. In Italia, rispetto alla Gran Bretagna, non si è capito neppure l’entità del maggior rischio affrontato con le interruzioni e i ritardi. Ripresa dell’economia e salute sono due facce della stessa medaglia. Il sonno delle menti genera morti, nel caso dei vaccini. Nel caso degli investimenti invece si limita a renderci più poveri”.