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Le sfide del debito pubblico italiano

9/19/2022

Tassi d’interesse più elevati e crisi energetica renderanno più complessi gli sforzi di riduzione del rapporto deficit/PIL da parte del prossimo governo. L’analisi di Fitch


Tassi d’interesse più elevati e crisi energetica renderanno più complessi gli sforzi di riduzione del rapporto deficit/PIL da parte del prossimo governo. E’ quanto rileva l'agenzia di rating Fitch, che in un report suggerisce che se i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni continueranno a rimanere vicini al 4%, saranno necessari saldi primari più elevati per mantenere il rapporto debito/PIL su un percorso discendente.

 

Analizzando i programmi elettorali dei partiti politici che si stanno preparando all’appuntamento del 25 settembre prossimo, l’agenzia di rating osserva che tutte le componenti della coalizione di centro destra, che secondo i sondaggi potrebbe ottenere la maggioranza parlamentare, propongono tagli alle tasse, e ci sono anche proposte per pensioni minime più elevate e nuove disposizioni per il pensionamento anticipato. Queste proposte comporterebbero un certo allentamento fiscale e segnerebbero la continuazione della strategia dell'amministrazione Draghi di dare priorità alla crescita e al consolidamento del backloading. Tuttavia, rileva Fitch, l'attuazione di tali politiche sarà complicata dalla crisi energetica e dall'aumento dei tassi di interesse. La legge di bilancio 2023 aiuterà a valutare la direzione della politica fiscale e probabilmente si concentrerà sulla protezione delle famiglie e delle imprese dallo shock energetico.

 

Le simulazioni aggiornate di Fitch mostrano l'impatto delle mutevoli circostanze economiche e dei rendimenti più elevati dei titoli di Stato italiani. Se i rendimenti rimarranno intorno al 4%, su assunzioni alla base della revisione del rating effettuata a maggio, con la quale Fitch ha confermato il rating dell’Italia a BBB con oulook stabile, il debito dovrebbe rimanere stabile intorno al 150% del PIL. Un secondo scenario, coerente con le previsioni del Global Economic Outlook di settembre, che incorporano quindi una recessione del 2023 a causa dello shock energetico e un piccolo consolidamento, stima che il rapporto debito/PIL salirebbe al 157% entro il 2031. In un terzo scenario, in cui la riduzione del debito diventa prioritaria, si avrebbe invece un calo di 10 punti percentuali.

 

Fitch rileva che in tale contesto “i vincoli fiscali rendono i fondi NextGenerationEU ancora più importanti per la crescita”. Inoltre, sempre secondo l’agenzia di rating,  i requisiti di ammissibilità per il Transmission Protection Instrument predisposto dalla BCE incentiveranno il prossimo governo a mantenere la politica fiscale sostanzialmente in linea con le norme dell'UE.

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