Il tempo è l'unico vero capitale che un essere umano ha, e l'unico che non può permettersi di perdere. Thomas Edison
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12/07/2018

Forza del dollaro a doppia reazione: l'impatto sugli emergenti

di Advisor Professional

La News

Mercati emergenti più esposti al rallentamento dell’economia globale e al prosciugamento della liquidità in dollari sul mercato offshore. Quale impatto sui portafogli?

 

Come illustrato da Raphaël Gallardo, multi-asset Strategist di Natixis IM all'interno della Allocation Perspective di Luglio 2018, “stiamo passando ad una posizione neutrale sui mercati azionari”, con una preferenza per le azioni delle economie sviluppate rispetto a quelle più giovani. Nel caso di specie, ha aggiunto Gallardo, ”sottopesiamo le azioni emergenti”, maggiormente esposte agli effetti recessionistici del protezionismo statunitense sul commercio mondiale.

 

 

Il problema per gli emergenti

Se da un alto la forza del dollaro tende ad attutire il rallentamento economico globale (con l’eccezione degli Stati uniti), un biglietto verde più debole trasla i problemi dall’economia reale a quella finanziaria, specie per quanto riguarda il debito emergente denominato in valuta estera.

In termini di selezione geografica, tra le economie emergenti meno favorite da Natixis IM, l’America Latina occupa il primo posto, a causa del rischio politico in Brasile e Messico e dell’esposizione di quest’ultimo ad un possibile ritiro di Trump dall’accordo Nafta. Maglia nera anche all’Asia emergente, considerato che il business dei semiconduttori, preponderante a Taiwan e in Corea, risente negativamente della guerra commerciale (e tecnologica) in corso tra Stati Uniti e Cina.

 

 

Focus Cina

“Anche le azioni cinesi sono penalizzate dall’aumento del rischio di credito sistemico fra i maggiori emittenti societari cinesi (Anbang, HNA,…). Per tale motivo” ha proseguito Gallardo, “manteniamo un posizionamento neutrale nella regione EMEA".

"La Russia è stata esclusa dai finanziamenti internazionali in dollari fin dalla crisi della Crimea nel 2014 ed è stata quindi risparmiata dai deflussi di capitali che interessano oggi la maggior parte dei mercati emergenti. La relativa solidità della posizione della Russia verso l’estero compensa il rischio di un nuovo scivolone della lira turca e le difficoltà del sistema bancario in Turchia. Solo una pesante recessione, tuttavia, potrà essere in grado di ridurre il deficit delle partite correnti e soffocare l’inflazione".

 

 

Forza del dollaro a doppia reazione

Per contro, a differenza di quanto registrato sui mercati emergenti, la forza del dollaro sta imprimendo nuovo slancio alla competitività europea, anche a quella parte che conserva una propria valuta nazionale autonoma: “Abbiamo ridotto il sottopeso dell’Europa al di fuori dell’area euro, per poter beneficiare dell’orientamento difensivo di Regno Unito e Svizzera”.

Dal canto suo, la Cina dovrà lasciare che il renminbi si indebolisca per favorire un allentamento delle condizioni di liquidità interne. “Il rischio è che il deprezzamento della valuta cinese inneschi un nuovo deflusso di capitali, che richiederebbe un inasprimento della politica monetaria da parte della banca centrale”. Il calo dei tassi d’interesse in Cina potrebbe inoltre portare ad un rally (seppur modesto) del mercato dell’edilizia.

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