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BCE, terza pausa consecutiva. I commenti dei gestori

1/25/2024 | Daniele Riosa

Come ampiamente previsto, la Banca Centrale Europea lascia i tassi d'interesse invariati. Gli analisti si aspettano che inizino a scendere verso la metà del 2024, ma molto dipenderà dall'andamento dell’economia


Come ampiamente previsto, la Banca Centrale Europea lascia i tassi d'interesse invariati. Il tasso sui rifinanziamenti principali resta fermo al 4,50%, quello sui depositi al 4% e quello sui prestiti marginali al 4,75%. Si tratta della terza pausa nel ciclo di dieci rialzi consecutivi iniziato a luglio 2022. Vediamo come i gestori commentano le decisioni prese dall’istituto guidato da Christine Lagarde.

Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, sottolinea che si tratta di “una decisione in linea con le aspettative, ma che serve a ricordare che la prossima mossa della BCE non sarà una decisione semplice. L'economia dell'Eurozona rimane piuttosto debole, mentre l'inflazione, seppure in calo, si mantiene al di sopra dell'obiettivo. Il messaggio lanciato dalla BCE è stato cauto rispetto alle aspettative, più esuberanti, del mercato alla fine del 2023. Ci aspettiamo di vedere i tassi di riferimento iniziare a scendere verso la metà del 2024, ma molto dipenderà dall'andamento del contesto economico nei prossimi mesi”.

Gurpreet Gill, macro strategist, global fixed income di Goldman Sachs Asset Management, spiega che "come in altre grandi economie, la disinflazione si sta diffondendo nell'Eurozona con l'attenuarsi degli shock dell'offerta e l'inasprimento delle condizioni finanziarie. Detto questo, la BCE continua ad essere cauta, rinunciando a rivendicare la vittoria nel tentativo di riportare l'inflazione al suo livello target. I recenti sforzi concertati per dissipare le aspettative di tagli dei tassi già a marzo indicano una mossa strategica per influenzare i mercati finanziari e plasmare le percezioni dei lavoratori e delle imprese, mentre le negoziazioni salariali e le strategie di pricing delle aziende sono al centro dell'attenzione all'inizio dell'anno. Continuiamo a ritenere che la BCE potrebbe orientarsi verso tagli dei tassi a partire dalla tarda primavera, se la disinflazione persiste e le perturbazioni della catena di approvvigionamento dovute alla geopolitica non si intensificano ulteriormente".

Morgane Delle Donne, head of investment strategy Europa di Global X, rileva che "la dichiarazione più importante della conferenza stampa della BCE, a mio avviso, è l’affermazione che lasciare i tassi di interesse a 'questo livello per una durata sufficiente' dovrebbe mantenere la tendenza al ribasso dell'inflazione. La BCE è soddisfatta dell'attuale livello dei tassi di interesse, e in questa frase ha indicato chiaramente che rimarrà a questo livello per un periodo di tempo non definito, finché la tendenza al calo dell'inflazione continuerà a questo ritmo e le condizioni economiche mostreranno resilienza. In sostanza, non si prevedono tagli fintanto che l'inflazione e le condizioni economiche non cambieranno. Le aspettative di una svolta dovish della BCE si erano affievolite già dopo l’uscita degli ultimi dati sull'occupazione, migliori del previsto, e dopo l'aumento dell'inflazione salariale. Tuttavia, il mercato degli OIS (Overnight Index Swaps) prevedeva ancora più di cinque tagli da 25 punti nel 2024, il che appariva troppo ottimistico. Le condizioni economiche e il livello basso dei tassi reali limitano le manovre delle banche centrali, almeno nella prima metà dell'anno. Inoltre, sembra altamente improbabile che la BCE tagli i tassi prima della Fed".

Anche per Felix Feather, economista di abrdn, "la decisione della BCE di mantenere i tassi invariati non sorprende. Sebbene non ancora in linea con le aspettative di mercato, che vedono imminente un rapido ciclo di tagli, la BCE ha adottato un tono leggermente più dovish. Il messaggio aggiornato ha riconosciuto la riduzione delle aspettative di inflazione, nonché il continuo rafforzamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria più restrittiva ai prezzi al consumo. Anche se Lagarde si è rifiutata di esprimersi sulla possibilità di un taglio dei tassi in estate, riteniamo che i tagli siano effettivamente in arrivo. Quando avverranno non è ancora certo. Tuttavia, abbiamo ottenuto ulteriori indicazioni sui dati che gli investitori dovranno monitorare per anticipare la tempistica di un taglio dei tassi: oltre ai dati sull’inflazione, sarà fondamentale tenere d’occhio l’evoluzione dei dati tempestivi sulla crescita dei salari".

Konstantin Veit, portfolio manager di PIMCO, mette in evidenza alcuni punti: "La BCE rimane fermamente in attesa e mantiene un approccio dipendenti dai dati e meeting-by-meeting. Anche se i tassi di interesse hanno presumibilmente raggiunto il picco, il mercato sta prezzando un'inversione rapida e anticipata della politica monetaria. Riteniamo che il rischio rimanga orientato a un allentamento un po' più tardivo e meno aggressivo rispetto a quanto incorporato nelle aspettative del mercato per quest'anno. Le aree chiave da osservare saranno le condizioni finanziarie, l'orientamento fiscale, i margini di profitto e l'evoluzione dei costi unitari del lavoro, con particolare attenzione alla crescita dei salari".

Secondo Martina Daga, macro Economist di AcomeA SGR, “nonostante non ci siano stati cambiamenti significativi nella comunicazione della Bce, l'analisi degli sviluppi economici e i positivi progressi sia dal punto di inflazione sia dal punto di vista del mercato del lavoro, mostrano una Bce più ‘colomba’. Infatti, l'analisi sui dati di inflazione e sul trend del mercato del lavoro riportata oggi durante la conferenza stampa indica un contesto in cui le pressioni al rialzo sulla crescita dei prezzi al consumo sono ora meno forti. Il mercato del lavoro, in particolare, recentemente era stato la principale fonte di preoccupazione per la Bce, e il fatto che si riconoscano segnali di rallentamento, riduce i rischi sull'outlook di inflazione”.

Robert Schramm-Fuchs, european equities portfolio manager di Janus Henderson Investors, mette in luce che “ la conferenza stampa odierna della BCE è incoraggiante per i mercati azionari. Sembra che la Presidente della BCE Lagarde abbia lasciato la porta aperta a un inizio del ciclo di tagli dei tassi in aprile, sottolineando l'importanza delle proiezioni aggiornate dello staff che saranno disponibili in marzo. Oggi la Presidente ha parlato molto delle pressioni salariali, ma la realtà è che l'inflazione headline e core a sei mesi nell'Eurozona è già scesa al 2,5% annualizzato. Gli indicatori monetari indicano un'ulteriore riduzione, che dovrebbe far pensare a un ritorno del tasso d'inflazione annuale all'obiettivo del 2% nel corso della seconda metà del 2024. Considerata la stagnazione dell'economia europea, vicina all'orlo della recessione già negli ultimi 18 mesi, a fronte di un atterraggio morbido apparentemente perfetto negli Stati Uniti, i tagli dei tassi della BCE dovrebbero rimanere saldamente nel mirino del mercato azionario. Nei nostri fondi europei large cap siamo posizionati in modo rialzista e privilegiamo i settori che storicamente hanno sovraperformato nei cicli di riduzione dei tassi, come la tecnologia e in particolare i semiconduttori, i servizi finanziari e i beni di consumo discrezionali".

David Chappell, senior fixed income portfolio manager di Columbia Threadneedle Investments, sottolinea che "il comunicato stampa relativo alla politica monetaria ha rimarcato lo stesso statement ‘durata sufficientemente lunga’ per descrivere i tassi attesi in un orizzonte temporale di mantenimento. La presidente Lagarde in una recente intervista aveva indicato la possibilità di un primo aggiustamento dei tassi a partire da giugno, tema ripreso anche oggi durante tutta la conferenza stampa, dove ha suggerito che fosse prematuro discutere di un allentamento. Tuttavia, l’evoluzione del trend dell’inflazione di fondo e alcuni rilevatori salariali indipendenti hanno consentito ai membri del comitato di acquisire maggiore fiducia nel fatto che l’attuale politica monetaria stia avendo l’effetto desiderato, aprendo la porta a un cambiamento di passo forse prima del previsto. Manteniamo il sovrappeso sui titoli di Stato europei, privilegiandoli rispetto ai Gilt britannici”.

Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, rimarca che “nella riunione di oggi la BCE ha proceduto con cautela nel gettare le basi per un cambio di rotta. Il testo sull'inflazione esprime una maggiore fiducia nel proseguo del calo rispetto all'ultima riunione. Una delle ragioni principali è che l’aumento dei salari si ripercuote principalmente sui profitti e non sull’inflazione. Tuttavia, la presidente Lagarde ha avvertito che sarebbero necessari dati più rassicuranti sull'inflazione e che oggi non si discuterà di tagli ai tassi. I dati salariali che arriveranno nel contesto delle proiezioni macro aggiornate alla riunione del 7 marzo saranno fondamentali per la tempistica del taglio dei tassi. Dato il tono cautamente accomodante della riunione di oggi, il rischio di un taglio prima di giugno è leggermente aumentato. Noi però confermiamo la stima del primo taglio tassi solo da giugno”.

Per Nicolas Forest, cio di Candriam, “con il tasso sui depositi al 4% e l’inflazione inferiore al 3%, la politica monetaria continua a essere in territorio restrittivo, lasciando aperti gli interrogativi su quando avrà luogo il primo allentamento. Con gli operatori di mercato che anticipano un primo taglio in estate, Christine Lagarde ha confermato che si prenderà il suo tempo prima di allentare la politica monetaria, rimanendo più dipendente dai dati economici che da qualsiasi calendario. Le dinamiche di inflazione dovranno essere attentamente monitorate nei prossimi mesi. Allo stesso modo andranno monitorate sia l’inflazione interna, con alcune componenti sotto pressione, sia le aspettative di inflazione, che hanno registrato un rimbalzo all’inizio dell’anno. Se il processo di disinflazione continuerà, la BCE potrà allentare la propria politica monetaria e fornire ulteriore sostegno ai mercati obbligazionari ma non prima di giugno”.

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