05/12/2022

Questa volta è diverso? NO!

La News

Corsi e ricorsi della storia dei mercati finanziari. Ogni volta sembra differente, ma ogni volta è la solita “vecchia storia” che si ripete. C’è una frase che regolarmente compare in occasione di ogni crisi: “This time it’s different”, “Questa volta è diverso”.

Sir John Templeton le considerava le quattro parole più pericolose e che si pagano di più.

Infatti, ogni volta che una nuova crisi finanziaria si abbatte sui mercati queste quattro paroline iniziano a farsi strada nella mente degli investitori e tendono a prenderne il controllo.

 

Ma sui mercati finanziari difficilmente le cose sono diverse.

 

“Si tratta dell'ennesimo déjà vu. Con un'inflazione più alta di quanto non sia mai stata dagli anni '70, l'aumento dei tassi di interesse e il rallentamento dell'economia, molti investitori hanno paura di investire” conferma Martin Romo, gestore di portafoglio azionario di Capital Group.

“L'ultimo scenario simile risale all'inizio della pandemia di COVID-19. Ricordo di aver condiviso con i miei colleghi un discorso dell'ex presidente di Capital Group Jim Fullerton. Quel discorso, pronunciato nel novembre 1974 durante una protratta fase ribassista, ci ha fornito un'importantissima prospettiva storica e una dose di ottimismo di cui c'era grande bisogno.

La "Lettera Fullerton", come è diventata nota, ha circolato tra i membri del team d'investimento di Capital Group almeno cinque volte da quando faccio questo lavoro. La mia ex collega Claudia Huntington, gestore di portafoglio azionario in pensione, l'ha condivisa nel 1987 dicendo: Ho conservato questo discorso, che è tra i miei preferiti, per momenti come quello attuale".

 

Probabilmente è stata condivisa così tante volte perché ha colto alla perfezione ciò che tutti sappiamo: la notte è sempre più buia prima dell'alba.

Nel tempo, e col tempo, i mercati finanziari hanno dimostrato una straordinaria capacità di anticipare un futuro migliore anche nel mezzo di notizie orrende.

 

Ecco qualche passo della famosa lettera.

 

Ogni crisi economica, di mercato e finanziaria è diversa da quella precedente. Ma tutte hanno qualcosa in comune: ognuna è caratterizzata da un insieme specifico di fattori non ricorrenti, un insieme specifico di problemi apparentemente irrisolvibili e un insieme specifico di motivi apparentemente logici per cui ha senso essere pessimisti circa il futuro.

Oggi siamo economisti, banchieri, investitori e imprenditori avveduti, esperti e rispettati, in grado di spiegarvi in maniera articolata, logica e documentata perché questa fase ribassista è diversa, perché questa volta i problemi economici sono diversi, perché questa volta le cose peggioreranno e, pertanto, perché questo non è un buon momento per investire in azioni ordinarie, benché possano apparire scontate.

L'opinione prevalente in questo momento è che le incertezze sono troppo numerose e inquietanti e i problemi che dobbiamo affrontare così smisurati, sia nel breve che nel lungo termine, da poter far sperare solo in una ripresa effimera fino a che almeno alcune di tali incognite non saranno state risolte. È una partita mai giocata prima.

 

Vi ricorda qualcosa?

 

"C'è chi dice di voler aspettare una visione più chiara del futuro. Ma quando il futuro tornerà ad essere chiaro, le occasioni saranno svanite. Chi pensa che i prezzi rimarranno sui livelli odierni una volta che la fiducia sarà stata pienamente ristabilita?"

Questa frase non è di questi giorni, ma è stata pronunciata nel maggio del 1932 da Dean Witter, a poche settimane dalla fine della peggiore fase ribassista della storia.

 

“Coraggio! Ci siamo già passati: siamo sopravvissuti e abbiamo prosperato” conclude il gestore di Capital Group.

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