23/09/2022

È l’ora della cautela

La News

“Dopo il rally recente non ci sono altri elementi a sostegno di un orientamento positivo sui mercati azionari in un contesto di rischi crescenti.

Questo è il momento di mantenere un orientamento prudente e di monitorare con grande attenzione l'evoluzione del contesto economico”.

E' quanto sostengono Vincent Mortier (Group Chief Investment Officer) e Matteo Germano (Deputy Group Chief Investment Officer) di Amundi AM.

 

“Ora che la Fed ha ribadito il suo orientamento restrittivo, iniziamo a osservare ulteriori movimenti ribassisti che potrebbero proseguire perché i mercati non hanno ancora completato il repricing dell’aumento dei tassi reali.

A questo punto non vediamo trigger positivi che mantengano in vita il rally, mentre con l'autunno si profilano rischi maggiori in un contesto economico più cupo.

Per far fronte a questa situazione, gli investitori dovrebbero adeguare la loro asset allocation”.

 

Come muoversi quindi in questo contesto? Ecco il posizionamento illustrato dai due manager.

 

Azioni. È ora di ridurre l'esposizione e assumere posizioni più difensive. Manteniamo la nostra preferenza per gli USA rispetto all’Europa e alla Cina (quest’ultima meno interessante a causa della volatilità generata dalle restrizioni dovute al Covid-19 e della debolezza dell’immobiliare).

L'economia statunitense, nonostante stia frenando, rimane di gran lunga più resiliente di quella europea. Vista la contrazione dei margini, i consumatori sotto pressione e il rallentamento dell'attività economica, le imprese dispongono di spazi limitati per dettare i prezzi e far crescere i loro fatturati.

Gli utili societari del terzo trimestre dovrebbero dare prova di buona tenuta, ma nel 2023 potrebbero diventare negativi. Di conseguenza, siamo ora più difensivi rispetto a prima e particolarmente selettivi.

 

Obbligazioni. Sono tornate in auge, ma serve un approccio attivo visto il clima di forte incertezza. Dopo il grande repricing nella prima parte dell’anno, stiamo per entrare in un periodo dove il rischio di recessione è più alto, e vale la pena prendere in considerazione le obbligazioni sovrane che hanno ora rendimenti più attraenti.

Sul credito rimaniamo prudenti, soprattutto sul segmento high yield. Privilegiamo le obbligazioni societarie investment grade e gli Stati Uniti rispetto alla zona Euro perché i fondamentali USA sono meno esposti a un rischio di deterioramento grazie all’economia più resiliente.

Sottolineiamo che l'approccio di gestione attiva alle obbligazioni è fondamentale in questa fase di rischio di ulteriore aumento dell’inflazione per via dei prezzi dell'energia e delle perturbazioni della catena di fornitura, con la possibilità che la Fed adotti un orientamento più restrittivo di quello attualmente scontato dal mercato.

 

Mercati emergenti. Nonostante i venti contrari sul fronte macro, non crediamo esistano rischi sistemici, anche se una crisi idiosincratica ci sembra più probabile; di conseguenza è necessario un approccio fortemente selettivo.

Le revisioni al ribasso sono state meno accentuate di quelle avvenute sui mercati sviluppati, confermando il differenziale di crescita a favore degli Emergenti (e nonostante la revisione al ribasso per la Cina). In termini di opportunità di investimento, le azioni dei ME appaiono complessivamente a buon mercato e le aspettative sugli utili si stanno stabilizzando.

Opportunità in America Latina (Brasile), prudenza su alcuni Paesi dell’Europa orientale (Ungheria e Polonia).

Per quanto riguarda il debito, vi sono alcuni interessanti opportunità, e la nostra preferenza va alle obbligazioni in valuta forte, in particolare a quelle del comparto ad alto rendimento.

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