01/07/2022

Un “soft landing” è improbabile

La News

Il rialzo dell’inflazione e il conseguente inasprimento delle politiche monetarie ha impattato la crescita economica che ha subito una brusca frenata. Secondo il Dr. Andrea Siviero, Investment Strategist di Ethenea, che analizza lo scenario macroeconomico attuale, un "soft landing" è ancora possibile ma diviene sempre più complicato.

 

Negli Stati Uniti l’economia rimane solida, anche se la Fed ha avviato un ciclo di inasprimento aggressivo per contenere l’inflazione elevata.

 

In Europa, la situazione si prospetta più cupa. L’impennata dei prezzi delle materie prime ha causato dei rallentamenti. La fiducia economica è in forte calo, la produzione industriale risente delle interruzioni lungo le catene di approvvigionamento e dei rincari energetici e le commesse diminuiscono.

 

La BCE prosegue la sua politica aggressiva spingendo al rialzo i tassi di interesse. Malgrado l'ottimismo legato alla riapertura delle economie e all'inizio della stagione turistica, le ripercussioni della guerra in Ucraina, l'aumento dell'inflazione e il raffreddamento congiunturale in Cina continueranno a penalizzare la performance economica dell'Eurozona.

 

L’economia cinese è già da un po’ di tempo che prosegue in discesa a causa delle misure di contenimento attuate dal Governo per contenere i contagi di Covid-19.

 

Alla luce di tassi d'inflazione bassi e in diminuzione e della domanda al consumo debole, la Banca popolare cinese (PBoC) sta accelerando la distribuzione di liquidità e riducendo i tassi per sostenere l'economia.

 

La politica fiscale rimarrà molto accomodante. Secondo lo strategist di Ethenea, il supporto politico comincerà gradualmente a far sentire i suoi effetti imprimendo slancio all'economia probabilmente non prima della seconda metà del 2022.

 

Il contesto difficile in cui versano le economie sta ulteriormente deteriorandosi, e di conseguenza aumenta la possibilità che si verifichi uno scenario di recessione.

 

Secondo Siviero, alcuni fattori, come la durata del conflitto armato, l’evoluzione della pandemia di Covid-19 in Cina, i mercati del lavoro e la spesa al consumo e le politiche monetarie delle banche centrali, saranno determinanti ai fini della futura evoluzione della situazione.

 

In caso di grave shock stagflazionistico, l’UE rischia una recessione a causa della dipendenza dall’energia russa. Gli Stati Uniti invece, dotati di un'economia più solida e meno esposti alle ripercussioni del conflitto in Ucraina sono meglio posizionati per evitare una recessione.

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