Economia italiana: proiezioni macroeconomiche e implicazioni per il reddito fisso

01/07/2022

Economia italiana: proiezioni macroeconomiche e implicazioni per il reddito fisso

La News

Il rialzo dell’inflazione e il conseguente innalzamento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali ha impattato la crescita economica globale che ha subito una brusca frenata.

Sergio Bertoncini, Senior Fixed Income Research Strategist, Cosimo Marasciulo, Head of Fixed Income Absolute Return e Annalisa Usardi, CFA Cross Asset Research, Senior Macro Strategist di Amundi AM, analizzano lo scenario economico attuale dell’Italia e le implicazioni per l’universo del reddito fisso.

 

Anche l’Italia non è uscita indenne dallo choc economico registrato in seguito all’invasione dell’ucraina. Il rischio crescente di stagflazione sta inducendo un taglio delle stime sulla crescita e, al contempo, un aumento delle revisioni delle stime sull’inflazione.

 

Le previsioni di crescita dell’Italia sono state riviste al ribasso per via dell’inasprimento delle condizioni finanziarie e della normalizzazione della politica monetaria, due fenomeni accompagnati dalla crisi energetica in Europa e dalle strozzature delle catene di approvvigionamento.

 

Secondo il team di Amundi, la “forte” crescita attesa del PIL nel 2022 sarà solo un’illusione grazie all’effetto di trascinamento legato al buon andamento del 2021, mentre la dinamica del PIL seguirà un andamento piatto.

 

Uno scenario caratterizzato da aumento del prezzo del petrolio delle materie prime spinge al rialzo l’inflazione sempre più persistente. Per il 2022 gli analisti di Amundi prevedono per l’Italia e per la zona Euro un’inflazione media rispettivamente del 7,3% e del 7,5%, mentre per il 2023 una riduzione, con una media del 3,9% in Italia e del 4,1% nella zona Euro.

 

I recenti sviluppi dei rendimenti indicano il rischio di un crescente costo del debito, che porrebbe l'Italia nella situazione di dover ritornare più rapidamente a persistenti avanzi primari per gestire la sostenibilità del debito sul medio-lungo termine.

 

Tuttavia, gli esperti sottolineano che “in uno scenario di tassi alti e inflazione duratura, sarà necessario un ulteriore consolidamento per portare il rapporto debito/PIL verso una traiettoria discendente sostenibile.

L’Italia rimane tuttavia esposta a spostamenti sostenuti e persistenti della curva dei rendimenti e pertanto deve mantenere un approccio fiscale equilibrato.

 

A fronte di un contesto incerto e ricco di insidie per il debito italiano, è fondamentale mantenere una posizione neutrale per non esporsi a troppi rischi.

 

In conclusione, secondo gli esperti di Amundi, le prossime mosse delle banche centrali saranno determinanti per contenere gli spread visto il contesto economico debole e incerto.

I fattori tecnici, insieme a un valore relativo più interessante in termini di carry, appaiono favorevoli per l’Italia, ma rimarrà l'attenzione a breve termine sui driver dello spread in attesa del prossimo annuncio della BCE.

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