28/06/2022

I tre principali timori degli investitori

La News

Il rialzo dell’inflazione, l’atteggiamento restrittivo delle banche centrali e l’escalation delle tensioni geopolitiche hanno impattato la crescita economica che nell’ultimo periodo ha subito una brusca frenata.

Gli esperti di Carmignac hanno individuato le tre principali minacce che alimentano la preoccupazione degli investitori.

 

In primo luogo, con il passare del tempo l’inflazione sta diventando sempre più duratura e persistente. Le Banche Centrali si sono trovate nella condizione di dover intervenire con politiche monetarie più restrittive che hanno spinto i tassi al rialzo.

 

A ciò si aggiungono le pressioni sui costi a causa dell’avvio del conflitto armato in Ucraina che ha fatto impennare i prezzi delle materie delle materie prime e i continui lockdown in Cina per contenere la pandemia di Covid-19. Questi fattori uniti insieme hanno impresso ulteriore slancio alla volatilità.

 

Ad ogni modo, secondo il team di Carmignac, in un contesto di aumento dei tassi di interesse e inflazione crescente, gli investitori possono puntare sulle materie prime, che si sono dimostrate solide e vincenti.

 

La seconda preoccupazione degli investitori è il “superciclo delle materie prime” rispecchiato nei panieri valutari. Al momento siamo nella fase iniziale di una nuova crescita delle materie prime, trainata dall’offerta che molto probabilmente guiderà il nuovo scenario macroeconomico caratterizzato da inflazione crescente e atteggiamento restrittivo delle banche centrali.

 

L’impennata dei prezzi delle materie prime potrebbe favorire i paesi dell’America Latina, in particolare Brasile, Cile, Colombia, Uruguay, Messico, che giovano dell’aumento dei prezzi del petrolio, gas e materie agricole.

 

Il terzo fattore che affligge gli investitori è che l’orizzonte macroeconomico appare diverso in base all’area geografica, sia in termini di prospettive di crescita, aspettative di inflazione o politiche monetarie.

 

Mentre da un lato il protagonista del primo trimestre del 2022 è il mercato obbligazionario, dall’altro la maggior parte dei paesi appartenenti ai mercati emergenti sta lasciando intravedere la fine del ciclo di rialzi dei tassi.

 

L’inflazione rappresenta un altro esempio del protrarsi della desincronizzazione. Nei paesi asiatici come l’Israele il rialzo dei prezzi non è stato così evidente. A differenza dell’Europa e di altri paesi dove l’inflazione sembra intaccare la crescita economica.

 

Infine, anche i dati sul PIL e gli indicatori prospettici appaiono contrastanti. L’Europa ha subito le conseguenze peggiori del conflitto ha causa della stretta vicinanza e della dipendenza dalle materie prime. Il Governo cinese invece, prosegue la politica zero-Covid-19 mettendo così in pericolo le prospettive di crescita dell’economia in futuro.

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