27/06/2022

Fare risk management nei fondi con i criteri ESG

La News

Integrare i fattori ambientali, sociali e di governance nella selezione dei singoli asset risulta fondamentale per due motivi principali.

In primo luogo perché in questo modo può contribuire al miglioramento, oppure in alcuni casi al non deterioramento, delle situazioni ambientali e sociali di ecosistemi, persone e collettività.

Poi perché, dal punto di vista finanziario, si può cercare di anticipare ed evitare possibili situazioni di difficoltà, come controversie o azioni legali, in cui potrebbero incorrere le società di cui si sono acquistati titoli azionari obbligazionari.

 

Insomma, si tratta di una nuova branca del risk management cui occorre prestare molta attenzione.

Del resto lo aveva già messo in luce una ricerca di Morningstar del 2020, su un orizzonte temporale di 10 anni.

Il 72% dei comparti ESG lanciati dieci anni prima esisteva ancora al tempo della survey, contro il 45,9% degli strumenti “tradizionali”.

Ma anche lato performance, i fondi ESG hanno ottenuto risultati migliori, probabilmente perché le società con alti punteggi ESG tendono ad avere bilanci più solidi e un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti, caratteristiche che le rendono più resilienti nelle fasi di crisi dei mercati.

 

Seguire i criteri ESG però non basta. Occorre essere attivi.

Prendere in considerazione i fattori ESG è infatti un processo molto più complesso e dai contorni più sfumati rispetto alla semplice azione di escludere imprese o industrie percepite come eticamente discutibili.

Il mondo è raramente bianco e nero e per questo motivo la ricerca delle aziende e l’impegno nei loro confronti deve essere gestita caso per caso.

 

Gli esperti di M&G Investments forniscono così tre proposte alternative, Art. 9 della normativa SFDR.

 

 Una prima è M&G (Lux) Sustainable Allocation Fund, soluzione multi-asset sostenibile che investe in svariate asset class, tra cui azioni, obbligazioni societarie e governative, così come infrastrutture, obbligazioni green e social bond. Cerca di offrire un certo equilibrio, partendo da un’allocazione neutrale del 40% in azioni e 50% in obbligazioni, mentre il restante 10% è costituito da investimenti alternativi.

 

La seconda è M&G (Lux) Positive Impact Fund, che offre la possibilità di accedere a un portafoglio azionario globale gestito attraverso l’impact investing, il livello più alto degli investimenti responsabili. Questo significa quindi lavorare non tramite una logica di esclusione ma di inclusione: investire esclusivamente in aziende che tramite i loro prodotti o servizi possano effettivamente generare un impatto concreto positivo e quantificabile sia sulla sfera ambientale sia su quella sociale.

 

Infine, M&G (Lux) Global Sustain Paris Aligned Fund, un azionario globale che basa il suo processo di selezione investendo in aziende che si impegnano a raggiungimento gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici grazie alla loro bassa o ridotta intensità di carbonio.

 

Vuoi approfondire l’argomento? Clicca sul video di M&G Investments qui sotto!

 

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