18/05/2022

Generare alpha con gli ESG

La News

I criteri ESG impattano in due modi sulle valutazioni delle aziende: un primo modo riguarda l’analisi delle società, ci aiutano a identificarne i rischi specifici e di conseguenza il loro impatto finanziario. Quindi, ridurre questi rischi permette alle aziende di aumentare la fiducia degli investitori”.

Così Hilde Jenssen, Head of Fundamental Equities in Nordea AM.

 

E la seconda modalità?

Le società potrebbero individuare e lavorare sulle proprie inefficienze produttive, aumentando così la propria redditività.

 

Come viene implementata la parte ESG nell’analisi fondamentale?

L’analisi ESG viene integrata fin dai primi step della valutazione. L’uso di criteri ESG ha infatti un impatto sui cash flow aziendali, quindi è necessario implementarli fin dall’inizio. Non è un filtro ma serve già in prima battuta a comprendere il business in cui investiamo e fa parte della valutazione rischio/rendimento di una società.

 

L’analisi ESG che fate è di tipo quantitativo o qualitativo?

Non è quantitativa, utilizziamo gli indicatori PAI (Principal Adverse Impact), cioè l’impatto dei business sulla sostenibilità,  che rientrano nella nuova normativa richiesta agli asset manager. Utilizziamo dati che vengono dalle stesse società e valutazioni nostre. Da cui segue la nostra decisione se investirvi o meno. Riteniamo che i fattori ESG possano fornire informazioni estremamente utili in merito al nostro processo di investimento. Anche grazie al dialogo e al continuo scambio di informazioni che cerchiamo di avere con le aziende stesse.

 

Su quali settori siete più negativi?

Da alcuni anni abbiamo un underweight strutturale sul settore oil & gas, dovuto anche al trend di decarbonizzazione in atto. Al tempo stesso siamo consapevoli che non sarà possibile passare di colpo da un mondo che dipende dalle fonti fossili a uno che produce energia 100% rinnovabile. Quindi non abbiamo cancellato il comparto dai nostri investimenti, ma scegliamo società che siano allineate agli accordi di Parigi e che stiano compiendo sforzi di decarbonizzazione e di riduzione dell’impronta di carbonio.

 

E, a parte l’Oil & Gas?

Abbiamo identificato alcuni settori che hanno il potenziale per ridurre significativamente il proprio impatto: ad esempio trasporti, compagnie minerarie, siderurgia, pharma, telco e alcuni titoli del comparto dei consumi, ma anche del packaging e della gestione rifiuti. Vediamo che il mercato non ha prezzato questa loro capacità e infatti dal nostro punto di vista presentano una crescita molto interessante e quindi possono essere un’importante fonte di generazione di alpha.

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