06/12/2021

Stagflazione? Non siamo negli anni '70

di Advisor Professional

La News

Il contesto macroeconomico attuale, caratterizzato da un rallentamento dei tassi di crescita delle economie e da un'inflazione che si mantiene persistentemente elevata, comporti notevoli rischi per la crescita globale e costituisca una sfida per le autorità politiche.

 

“Il perdurare dell'inflazione su livelli elevati può causare un inasprimento delle condizioni finanziarie e un indebolimento della crescita, frenando la produzione e minando la fiducia dei consumatori - conferma Andrea Siviero, Investment Strategist di Ethenea - Tuttavia, un ingiustificato inasprimento preventivo della politica monetaria potrebbe far fallire la ripresa economica senza esercitare alcun effetto sul contenimento dell'inflazione da costi.

Il perdurare di alti tassi di inflazione va però considerato un rischio residuo. L'attuale situazione sembra per molti aspetti distinguersi da quella degli anni '70”.

 

In effetti la pronta risposta politica – che è stata senza precedenti - ha scongiurato una depressione globale, spingendo a una ripresa su scala mondiale: la domanda complessiva non ha potuto essere soddisfatta per i problemi sul lato dell'offerta, e ora l'economia mondiale è in fase di adeguamento.

La crescita economica si mantiene solida e i tassi di disoccupazione sono vicini ai livelli pre-pandemia.

 

“Malgrado le recenti correzioni, gli analisti prevedono per il 2021 e il 2022 tassi di crescita robusti che supereranno il trend di crescita del recente passato - continua Siviero - Finora vi sono pochi segnali che le attuali pressioni inflazionistiche causeranno effetti secondari e un generale incremento dei salari.

Gli aumenti delle retribuzioni si concentrano soprattutto nei settori colpiti dalla pandemia e nelle fasce retributive più basse. La sostituzione della forza lavoro tramite l'automazione avviene a ritmi estremamente rapidi e l'attuale carenza di manodopera potrebbe persino costringere le imprese ad accelerare tale processo”.

 

Nessun rischio quindi? “Quelli di inflazione sono tendenzialmente piuttosto elevati e i timori in tal senso potrebbero trovare conferma nel caso in cui gli squilibri tra domanda e offerta dovessero permanere più a lungo del previsto.

Quanto più durano i problemi sul fronte dell'offerta, tanto maggiore è il rischio che possano causare effetti secondari e un'inflazione generalizzata.

Con l'aumento delle aspettative di inflazione, la normalizzazione della politica monetaria nelle economie sviluppate potrebbe essere più rapida del previsto, il che potrebbe pregiudicare la ripresa economica”.

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