30/11/2021

Azioni: selettività e crescita secolare

di Advisor Professional

La News

“I mercati azionari stanno gradualmente scontando la prospettiva di un’inflazione più alta e più duratura, poiché persistono le interruzioni nelle catene di approvvigionamento sul fronte dell’offerta. Il forte aumento dei tassi di interesse ha penalizzato l’azionario a settembre, che però ha registrato un netto rimbalzo a ottobre”. Così Frédéric Leroux, Head of Cross Asset e Fund Manager di Carmignac.

 

Al di fuori delle materie prime, però, i settori che normalmente vengono favoriti da un contesto inflazionistico non hanno registrato risultati brillanti.

 

“Al contrario, i titoli tecnologici hanno sovraperformato sostenuti dal fatto che l’aumento dell’inflazione è accompagnata dal rallentamento della crescita, che induce gli investitori a ricercare titoli in grado di offrire visibilità sulla loro crescita futura pur mantenendo i margini a livelli elevati” rivela il gestore di Carmignac.

 

Del resto gli annunci della Federal Reserve - sia del tapering sia dei futuri incrementi dei tassi di interesse - sono stati accolti favorevolmente dai mercati azionari. Una dimostrazione di fiducia che assume un’importanza ancora maggiore considerando che i mercati azionari si attestano ai massimi storici, con multipli spesso elevati. Si tratta di valutazioni che riducono il margine di errore da parte delle Banche Centrali: un aumento eccessivo o troppo rapido dei tassi di riferimento potrebbe infatti dare il via a una correzione significativa, con danni collaterali ben immaginabili dato il livello elevato dell’indebitamento.

 

“Nel complesso, manteniamo una view positiva nei confronti dell’asset class azionaria, con premi per il rischio che restano interessanti - continua Leroux - In questo contesto fragile, continuiamo invece a privilegiare i titoli a crescita secolare, in particolare all’interno del settore tecnologico che dovrebbe beneficiare di maggiori investimenti da parte delle imprese, volti ad aumentarne la produttività in un contesto di aumento dell’inflazione e di calo delle aspettative di crescita”.

 

In ogni caso, anche in caso di inflazione gradualmente in calo dopo il riassorbimento delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento, i mercati azionari dovrebbero mantenere il loro trend positivo ancora trainati dai titoli growth ad alta visibilità, che come effettivamente indicato dal loro nome, non necessitano di forte crescita per prosperare.

 

“Qualora le Banche Centrali non riuscissero a mettere in atto un soft landing ben gestito, innescando invece un rallentamento più forte del previsto, questi stessi titoli growth ad alta visibilità continuerebbero a essere sostenuti dalla loro performance relativa - avvisa Leroux - Sarebbe necessaria una vera e propria recessione affinché a distinguersi fossero i titoli più difensivi, data la loro scarsa reattività al ciclo economico”.

 

C’è però sempre da considerare l’atteggiamento del mercato che tende a dare per scontate le sorprese positive e a “punire” quelle al di sotto del consensus. Quindi la selettività resta fondamentale.

 

“Benché la stagione dei risultati si sia rivelata complessivamente positiva, le poche aziende che non sono state in grado di soddisfare le aspettative degli investitori sono state fortemente penalizzate - conferma il gestore - Ad esempio, la stagione dei risultati ha confermato la nostra prudenza nei confronti degli operatori della pubblicità digitale, che tendenzialmente risentono più del previsto delle modifiche alle regole sulla riservatezza da parte del colosso Apple”.

“Con l’avvicinarsi della fine del 2021, stiamo esaminando con attenzione le aziende che hanno beneficiato della crisi sanitaria - conclude Leroux - Dopo un anno deludente, gli investitori stanno valutando quale potrebbe essere la normale crescita di questi operatori, e società come Netflix sono già riuscite a rassicurare gli investitori sulla loro capacità di consolidare la crescita in modo sostenibile”.

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