22/10/2021

Tassi: scenari e prospettive future

di Advisor Professional

La News

I tassi d'interesse a breve termine fissati dalla BCE e dalla Fed non cambieranno tanto rapidamente. La Fed non effettuerà un primo rialzo dei tassi prima della fine dell'anno prossimo, ma fino ad allora potranno succedere ancora molte cose. Nel caso della BCE si dovrà attendere ancora più a lungo per un primo innalzamento dei tassi. A rivelarlo è Volker Schmidt, gestore del fondo Ethna-DEFENSIV di Ethenea che fa il punto sul posizionamento del comparto.

 

“Finora gli acquisti delle banche centrali hanno fornito un valido contrappeso all'aumento dei tassi d'inflazione, e hanno impedito ai rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza di salire bruscamente. I programmi di acquisto resteranno cospicui, almeno nel primo trimestre 2022, per cui i rendimenti dei Treasury decennali statunitensi e degli omologhi tedeschi subiranno a nostro avviso aumenti solo contenuti, pari rispettivamente all'1,75%-2% e allo 0%”, afferma Schmidt. “Un'impennata dei rendimenti dei titoli di Stato USA è improbabile anche perché, raggiunti livelli intorno al 2%, tali titoli cominciano a esercitare una crescente attrattiva anche presso gli investitori internazionali i quali, anche tenendo conto dei costi di copertura dei rischi valutari, metterebbero a segno rendimenti comunque decisamente superiori a quelli offerti dai titoli di Stato locali. Comunque ci vorrà ancora del tempo perché si giunga a tale punto. Fino ad allora ridurremo decisamente la duration del nostro portafoglio obbligazionario mediante coperture”, aggiunge il gestore.

 

“Nell'immediato futuro non si prevede tuttavia ancora nessun rialzo dei tassi da parte delle banche centrali. I cosiddetti "dot plot" della Fed, che illustrano le previsioni della banca centrale statunitense sul futuro andamento dei tassi, indicano che il tasso di riferimento non dovrebbe salire oltre l'1,75%-2% entro la fine del 2024”, prosegue il gestore.

 

“L'esplosione dei prezzi dell'energia e l'aggravarsi delle strozzature delle catene di approvvigionamento potrebbero senza dubbio far precipitare l'economia mondiale in una crisi, rallentando sensibilmente la crescita. Ma non siamo ancora giunti a questo punto”, dichiara Schmidt. “L’Ethna-DEFENSIV conferma pertanto il proprio atteggiamento cauto nei confronti dei rischi di tasso e mantiene la duration invariata a 2. Conserviamo i nostri investimenti azionari attraverso ETF in prossimità del massimo consentito del 10%. Attualmente l'esposizione all'oro svolge un ruolo secondario ed è stata pertanto ridotta al 2,5%. L'aumento dei tassi grava sul metallo giallo e il suo ruolo di protezione contro l'inflazione è passato in secondo piano. La nostra quota in USD è attualmente pari a poco meno del 20% e a settembre ha fornito un contributo dello 0,3%, aiutando a contenere le perdite in ambito obbligazionario grazie alle coperture (-0,3% circa), alle azioni (-0,35%) e all'oro (-0,15%). Nel complesso, Ethna-DEFENSIV (Classe T) ha ceduto lo 0,55% a settembre, ma a fine mese continuava a registrare una performance annua ancora positiva pari al +1,17%”, conclude il gestore.

 

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