Cina, oltre la volatilità di breve: un trend di lungo termine in cui esserci

07/10/2021

Cina, oltre la volatilità di breve: un trend di lungo termine in cui esserci

di Max Malandra

La News

“Il mercato azionario cinese appare interessante sui multipli e anche il debito appare attrattivo comparandolo agli altri mercati HY e alle medie storiche, anche alla luce del fatto che gli spread sono già sui livelli massimi di oltre 20 anni”.

Il tema Cina rimane al centro degli interessi degli operatori finanziari dopo gli eventi degli ultimi mesi e gli interventi normativi dei regolatori di Pechino su vari settori, dal tech all’education alla proprietà. L’ondata di inasprimenti ha infatti riportato sotto i riflettori il “rischio Paese”.

 

A parlarne sono stati, in un incontro di Fidelity International, Andrew McCaffery, Global CIO e Paras Anand, CIO Asia-Pacifico, che analizzeranno l'attuale approccio cinese alla regulation e si confronteranno sul perché l'interpretazione del nuovo assetto normativo è molto diversa in Occidente rispetto all'Oriente. Victoria Mio, Director, Asian Equities e Dale Nicholls, Portfolio Manager China Special Situations.

 

Le attività regolatorie di Pechino hanno riportato l’attenzione sui rischi politici che permangono tuttora e difatti il premio al rischio sul mercato azionario è salito, spiegano da Fidelity. Ovviamente, in modo particolare, nei settori in cui questa pressione delle autorità è aumentata.

La Cina sembra ora considerata meno interessante dagli investitori internazionali, ma in ogni caso lo Yuan è resiliente apprezzandosi intorno a 6,4 contro dollaro dai massimi di 7 contro dollaro registrati nel 2020.

 

"Gli investitori globali tendono a concentrarsi sul tasso di crescita economica della Cina, ma vale la pena ricordare che c'è spesso una bassa correlazione tra la crescita economica e i rendimenti del mercato dei capitali - ha spiegato McCaffery - Il governo cinese ha rivisto la propria strategia orientandosi verso una crescita economica sostenibile, piuttosto che verso un "numero elevato".

Gli investitori globali devono ancora comprendere completamente questo aspetto. Tale scelta politica è il risultato di un accurato studio di una serie di questioni nel resto del mondo".

 

Il mercato finanziario cinese nel breve porta volatilità, ma nel medio lungo termine le riforme dovrebbero generare profitto.

“Le nuove normative che riguardano i settori dell'istruzione, dell'assistenza sanitaria e della proprietà dovrebbero permettere un incremento del reddito familiare disponibile, che a sua volta porterà a un aumento della spesa per i consumi e i servizi, riequilibrando l'economia in quella direzione” considera Anand.

Nel frattempo, però, le valutazioni appaiono attrattive, lo sconto sul p/e rispetto all’S&P500 è intorno al 35%: aree come le large cap tech sono ancora dominanti in Asia nonostante competizione e pressioni da Usa. E l’IT, dopo la forte correzione, è ora pronta a recuperare. Anche quello dei Consumi rimane un settore interessante, grazie all’espansione della middle class con urbanizzazione e aumento del reddito disponibile.

 

 

Mantenere un approccio attivo al mercato azionario cinese aiuta a individuare le opportunità di investimento in aree come l'energia verde, i semiconduttori, le nuove infrastrutture, le catene di fornitura di veicoli elettrici, l'intelligenza artificiale e la produzione di fascia alta, in linea con le nuove scelte politiche.

Comprendere le dinamiche specifiche dei settori e trovare aziende con modelli di business più sostenibili o con un potere di prezzo più forte aiuterà gli investitori a identificare le migliori opportunità.

 

“Nel mercato offshore vediamo alcune opportunità di valore, in quello onshore, le aziende A-shares affrontano probabilmente meno rischi normativi e potrebbero beneficiare maggiormente di una politica fiscale e monetaria meno rigida - commentano da Fidelity - Nel lungo periodo, crediamo che l'universo MSCI China diventerà più equilibrato in ambito settoriale, con un passo indietro degli attori di Internet e un aumento dei settori industriali e informatici”.

 

Ma in ogni caso “net zero” - fissato da Pechino al 2060 - rappresenta un’opportunità importante, è un trend di lungo termine.

Ci saranno settori vincitori e vinti, così come nel resto del mondo, ma le industrie tradizionali dovranno affrontare forti pressioni sui costi per adeguarsi al processo di transizione.

 

Tra i vincitori, a Fidelity individuano i produttori di solare ed eolico, veicoli elettrici, lo storage di energia, i produttori di batterie, di materiali biodegradabili, le powergrid, la chimica dei nuovi materiali.

Neutrali invece energia idroelettrica e nucleare, l’oil & gas equipment (soprattutto per quanto riguarda i servizi a industria del gas e delle rinnovabili).

Il comparto cementiero viene posizionato come settore che avrà un impatto leggermente negativo, infine tra i vinti ci saranno oil & gas, settore delle plastiche, gli impianti a carbone.

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