Responsabilità e semplicità le parole d’ordine dell’asset management

16/09/2021

Responsabilità e semplicità le parole d’ordine dell’asset management

di Advisor Professional

La News

La crescita delle masse deriva sia dalle esigenze dell’industria che hanno dovuto sopperire alla caduta dei margini sulle attività tradizionali sia da quelle dei clienti alla ricerca di rendimenti una volta azzerato il ritorno della componente obbligazionaria del proprio portafoglio.

Come muoversi ora, nell’attuale contesto? Se ne è parlato alla conferenza “Cambia il gioco dei mercati. I nuovi protagonisti in campo” organizzata da Credit Suisse AM al Salone del Risparmio 2021.

“Il governo ha fatto la sua parte così come l’industria, ora però anche l’investitore deve impegnarsi nella sua attività, dedicando tempo alla scelta del consulente e, insieme a lui, in quella degli strumenti finanziari da utilizzare – spiega Emanuele Bellingeri Head of Asset Management Italia di Credit Suisse - L’obiettivo del consulente è preparare la strategia e aggiustare poi la tattica per rimanere nel solco dell’ottica strategica impostata.

Nel nuovo mondo finanziario in cui siamo ora sono cambiate le correlazioni sia tra le asset class sia tra i vari comparti all’interno di ogni singola classe di attivo. Prima si diversificava nei comparti azionari e obbligazionari, ora con i tematici siamo in gradi di cambiare e migliorare ulteriormente i portafogli. Prima c’era l’azienda informatica, ora posso settorializzare di più all’interno del comparto, software, SaaS, cloud, AI, ecc, e quindi i portafogli sono diventati più efficienti, ma anche più complessi da costruire”.

 

Un tema importante sul tavolo è quello che riguarda gli investimenti in economia reale.

“Vero, ma al tempo stesso quello che è il nostro faro è quello di investire al meglio il denaro del cliente in termini di rendimento e rischio – interviene Bellingeri – Quindi investiamo in quei comparti dell’economia reale in cui vediamo prospettive interessanti, e non tanto per fare qualcosa in questo settore solo perché mediaticamente interessante. Stessa cosa per la sostenibilità: non è e non può essere l’unico benchmark di un portafoglio, dato che in prima battuta per noi viene l’interesse del cliente.

L’asset management da una parte costruisce prodotti sostenibili ed ESG ma dall’altra deve intervenire anche nei cda aziendali e nelle assemblee per imprimere la via giusta. Questa è la nostra via agli ESG. La tecnologia ha permesso di mettere a disposizione anche dei clienti retail quei portafogli e quelle possibilità di allocazioni, diversificati e non standardizzati”.

 

Nel corso della conferenza si è anche toccato il tema dei 1800 miliardi di euro depositati sui conti correnti e che non partecipano agli investimenti. “La propensione al rischio è ora minore sia a causa covid e quindi la gente preferisce tenere molta liquidità sul conto corrente sia perché consuma meno – continua il manager di Credit Suisse – I cosiddetti investimenti sicuri, come i titoli di stato, ormai hanno rendimenti nulli quindi molti preferiscono avere liquidità. Per queste persone servono così soluzioni nuove, che diano sicurezza e che replichino quindi quanto avveniva in precedenza con i rendimenti offerti dai titoli di stato o dai depositi in conto. Questa sarà la prossima sfida dell’asset management”.

“Sono due le parole d’ordine che penso che l’industria debba seguire: responsabilità visto lo stock e l’’incidenza delle masse, e poi semplicità, che significa riuscire ad attrarre nuovi clienti potendo svolgere un ruolo sociale di estendere a tutti quei servizi che prima erano riservati solo a chi poteva”.

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