08/04/2021

I fattori ESG secondo Tassonomia UE e SFDR

di Advisor Professional

La News

“L’introduzione del Regolamento sull’informativa di sostenibilità dei servizi finanziari, il cosiddetto SFDR (acronimo di Sustainable Finance Disclosure Regulation), cui si aggiungerà quello sulla Tassonomia UE 2020/952, sarà determinante per il raggiungimento di un nuovo modello di finanza inclusiva e sostenibile”. Così Marta Pievani, ESG Analyst di Generali Insurance Asset Management SGR, parte della piattaforma Multi-boutique di Generali Investments. “Il confine tra investimenti sostenibili e tradizionali, che si poteva osservare fino al decennio scorso, scomparirà per lasciare spazio ad un mercato definitivamente imperniato sulla sostenibilità” continua l’analista.


Come avete cambiato il vostro approccio al processo di investimento?

In qualità di gestore patrimoniale con un orizzonte di lungo periodo, Generali Investments ha compreso fin da subito l’importanza dell’impatto materiale dei fattori ESG sui rendimenti di lungo termine delle diverse classi di attivo. In particolare, in riferimento all’art. 4 della SFRD, che richiede di rendicontare i principali impatti avversi, negativi o materiali derivanti dalle decisioni di investimento, Generali Investments ha intrapreso negli ultimi anni un percorso di solido rafforzamento della base dati ESG a disposizione dei nostri analisti e professionisti dell’investimento, attraverso un progetto di ESG data implementation and ESG integration, per mitigare uno dei più importanti limiti dell’analisi ESG: la mancanza di dati facilmente accessibili e affidabili sul mercato.


Qualche criticità?

Nonostante le azioni intraprese, alcuni dati richiesti dal regolamento risultano ad oggi inconsistenti e calcolati secondo metodologie divergenti (e.g. Emissioni Scope 3, CEO pay ratios). Da Generali Investments si  aspettano che nei prossimi anni il mercato dei dati ESG evolva in modo da coprire efficacemente asset class fondamentali come quella dei titoli di stato, il real estate o i private asset, i cui dati sono ad oggi non comparabili a quelli disponibili per l’analisi delle società emittenti.


E le opportunità?

“La transizione verso un’economia a impatto zero genera anche opportunità di investimento nonché la possibilità di mitigare i rischi finanziari e condividiamo le ragioni che portano oggi l’attenzione principalmente sulla gestione dei cambiamenti climatici. Tuttavia, le tematiche sociali e di governance sono state lasciate in secondo piano. Ne è la prova la scarsità dei dati messi a disposizione degli investitori. Riteniamo inoltre, che le considerazioni sulle questioni ambientali e sociali non possano seguire processi differenti, dato che ogni impatto sull’ambiente è intrinsecamente correlato a questioni di tipo sociale. Crediamo quindi che la misurazione dell’impatto, positivo o negativo, debba scaturire dalla combinazione delle tre dimensioni dell’ESG: ambiente, sociale e governance. In Generali Investments ovviamo a questa mancanza, facendo leva sulla nostra attività di proxy voting e di engagement, che ci permette di fornire input più completi per condurre le nostre analisi ESG.” Conclude Marta Pievani. 

 

A spiegare il posizionamento di Generali Investments è invece Gabriele Alberici, Head of Sales Italy di Generali Investments.

“Il focus verso obiettivi comuni di sostenibilità ha generato un aumento della domanda di strategie ESG così forte da impattare sensibilmente le azioni commerciali degli asset manager. Secondo recenti dati diffusi da Morningstar, nel 2020 i fondi open-end ed ETF sostenibili hanno attirato in Europa, flussi netti per 233 mld, quasi il doppio rispetto al 2019. 

Queste dinamiche non ci sorprendono affatto: il gruppo applica rigorosi criteri ESG ai propri portafogli da almeno 15 anni. Un percorso ed un impegno amplificati dall’azione congiunta delle società specializzate che compongono la nostra piattaforma multi-boutique.

Il risultato è un’offerta diversificata di strategie SRI su asset liquidi ed illiquidi. Sycomore AM, ad esempio, ha sviluppato strategie azionarie dedicate al tema dell’impatto sociale, della transizione ecologica ed energetica, della valorizzazione del capitale umano e di recente del tech responsabile. Generali Investments Partners ha lanciato oltre un anno fa una strategia diversificata in obbligazioni “green”. Generali Global Infrastructure seleziona investimenti capaci di generare un impatto positivo di lungo termine per società, ambiente e generazioni future guardando a settori fondamentali per il rilancio dell’economia. Infine, Generali Real Estate Sgr integra metriche ESG in tutte le fasi del business per migliorare la qualità della vita delle persone e delle comunità, e favorire una ripresa economica sostenibile.”