15/01/2021

Brexit, l’impatto economico dell’accordo

di Advisor Professional

La News

L’accordo sui futuri rapporti tra Regno Unito e Unione europea è finalmente arrivato. Dopo quasi un anno di negoziati, scadenze disattese e posticipate, aver raggiunto un accordo, seppure in extremis, è un risultato positivo. Forse non è il miglior accordo possibile, ma quanto meno non aggiunge altra incertezza in un mondo che ne ha già troppa. Gli esperti di Amundi AM evidenziano le caratteristiche chiave di questo accordo dell’ultimo minuto e analizzano le implicazioni per gli investimenti.

 

“Il cuore dell'accordo è costituito da un accordo di libero scambio a tariffe zero/quote zero per le merci, ma il commercio sarà influenzato da nuove barriere non tariffarie come i controlli doganali e le procedure di conformità”, spiega Kasper Elmgreen, head of equities di Amundi AM. “Tuttavia, l'accordo è molto più “light” quando si tratta di scambi di servizi, anche se vi è spazio per emendamenti in un secondo momento. Da un punto di vista politico, il primo ministro britannico ha mantenuto la sua promessa di portare a termine la Brexit, ma l'emergenza Covid-19 sta limitando le opportunità di rimodellare l'economia britannica, in particolare ostacolando qualsiasi grande piano di investimento. Inoltre, l'attuazione dell'accordo Brexit potrebbe generare nuove controversie con l'UE. Il Regno Unito dovrà inoltre adoperarsi per costruire nuovi legami con i paesi terzi”, aggiunge l’esperto. “Per quanto riguarda l'UE, gli obiettivi essenziali dei negoziati per la Brexit sono stati raggiunti. I paesi dell'UE hanno dimostrato di essere in grado di mantenere un fronte comune e di evitare qualsiasi violazione dell'integrità del mercato unico dell'UE. Con il rischio di Brexit no-deal ormai scongiurato, l’UE sarà in grado di concentrarsi su nuovi progetti nel 2021”, conclude Elmgreen.

 

Nel 2020, il mercato azionario britannico ha sottoperformato rispetto agli altri mercati azionari europei. Ma quali sono le previsioni per il 2021? Gli esperti di Amundi AM, mantengono una view positiva in quanto ritengono che le azioni britanniche rimangano sottovalutate rispetto a quelle del resto d’Europa. “Abbiamo una view neutrale sui mercati britannici del reddito fisso e sul GBP”, dichiara Matteo Germano, head of multi-asset di Amundi AM. “A nostro avviso, le migliori opportunità si trovano nel segmento delle azioni legate all’economia domestica del Regno Unito, con particolare attenzione ai titoli esposti alla reflazione come quelli dei settori bancari, dei costruttori di abitazioni, dei consumi per il tempo libero/consumi domestici e uno o due selezionati rivenditori non impattati in modo rilevante, come le catene di rivenditori discount. Anche le azioni dell'UE sembrano interessanti, ma la loro attrattiva è più trainata dalla ripresa economica, mentre l'esito della Brexit era già stato prezzato e non fornisce alcun supporto aggiuntivo”, aggiunge il responsabile degli investimenti multi-asset.

 

“Da un punto di vista multi-asset, siamo diventati positivi sulle azioni UK ad inizio dicembre allo scopo di beneficiare e catturare lo “sconto Brexit” incorporato nel mercato britannico. Infine, per quanto riguarda le valute, siamo neutrali sul GBP e notiamo che le notizie positive sull’accordo Brexit potrebbero rafforzare a breve termine il GBP. Analogamente, per quanto riguarda il reddito fisso in GBP, non abbiamo una view forte e manteniamo un approccio neutrale”, conclude Germano.