20/10/2020

Elezioni USA, i possibili scenari di mercato

di Advisor Professional

La News

All’inizio del 2020 le elezioni presidenziali americane sembravano uno degli eventi più importanti dell’anno. La pandemia di Covid-19 ha cambiato, drasticamente, le carte in tavola mettendo da parte la politica per concentrare l’attenzione sulla crisi sanitaria. Ora che mancano solo tre settimane, le elezioni potrebbero avere significative ripercussioni sulla politica economica americana e internazionale. Gli economisti di BNP Paribas AM passano in rassegna gli aspetti principali dell’evento che si terrà il prossimo martedì 3 novembre. Nella situazione attuale i Democratici detengono la maggioranza alla Camera, dalle elezioni del 2018, mentre i Repubblicani controllano il Senato, dalle elezioni del 2014. I Democratici si approcceranno alle elezioni del 2020 con 232 dei 435 seggi alla Camera contro i 196 dei Repubblicani, il che garantisce loro un notevole vantaggio di 37 seggi. I Repubblicani, da parte loro, hanno un vantaggio di 53 a 47 al Senato.

 

Per attuare un cambiamento radicale, la prossima amministrazione dovrebbe aggiudicarsi una maggioranza sufficiente sia alla Camera che al Senato. Al momento, il Candidato democratico Joe Biden sembra essere in vantaggio sul presidente Trump nei sondaggi d’opinione, con uno scarto di circa il 10%. Inoltre, i Democratici sono chiaramente favoriti per mantenere la maggioranza alla Camera. Sarà cruciale, per le prossime elezioni, il controllo del Senato. I Repubblicani dovranno difendere 23 seggi rispetto ai 12 dei Democratici. Teoricamente, per ottenere il controllo del Senato, i Democratici hanno bisogno di tre seggi netti in caso di vittoria di Joe Biden.

 

Secondo l’opinione degli economisti, è probabile che la corsa per il controllo del Senato si riduca a cinque Stati chiave: Maine, Carolina del Nord, Iowa, Georgia e Montana. Inoltre, l’unica possibilità per i Repubblicani di sottrarre un seggio ai Democratici è vincere in Alabama. In un tale scenario, dunque, i Democratici conquisteranno il Senato solo se riusciranno ad aggiudicarsi quattro Stati netti. A tre settimane dalle elezioni l’esito della corsa presidenziale è tutt’altro che scontato. Ad ogni modo, un “colpo di spugna” dei Democratici, con la vittoria di Joe Biden alla Casa Bianca e una maggioranza democratica, sia alla Camera che al Senato, potrebbe verosimilmente aprire le porte a stimoli fiscali senza precedenti.

 

Secondo le previsioni degli esperti di BNP Paribas AM, è plausibile che una vittoria schiacciante dei Democratici possa tradursi nei prossimi 12-18 mesi in un pacchetto fiscale di circa 2.500 miliardi di dollari, equivalenti al 10% del Pil statunitense. A titolo di confronto, i tagli fiscali implementati dal presidente Trump nel 2018 sono stati approssimativamente di 1.000 miliardi di dollari in cinque anni. In poche parole, l’ingente stimolo monetario che i Democratici potrebbero mettere in campo avrebbe come conseguenza un potenziale aumento dell’inflazione statunitense.