19/10/2020

Brexit, trovare un accordo è sempre più difficile

di Advisor Professional

La News

Continua il braccio di ferro tra Unione Europea e Londra. A distanza di oltre 4 anni dal referendum che aveva sancito la volontà del popolo britannico di lasciare il blocco, il tema caldo resta ancora quello irlandese. Gli esperti di Pictet AM hanno analizzato la trasformazione che sta interessando l’assetto politico del continente europeo. Tra Brexit e Next Generation EU, però, il percorso delle negoziazioni pare tutt’altro che lineare.

 

Secondo il “Withdrawal Agreement” siglato tra le parti a gennaio, l’Irlanda del Nord dovrebbe infatti continuare a seguire le norme doganali dell’Unione Europea, restando parte del mercato unico sui beni. In questo modo verrebbe scongiurata l’eventualità di confini fisici tra Irlanda del Nord (fuori dall’UE con Brexit) e la Repubblica d’Irlanda (membro dell’UE). Allo stesso tempo, però, diventerebbero necessari controlli sulle merci introdotte in Irlanda del Nord dalla Gran Bretagna e si verrebbe a creare, quindi, un confine normativo e doganale nel Mare d'Irlanda, mal digerito dal Regno Unito che considera le condizioni prospettate un’eccessiva limitazione alla propria sovranità. Per tale ragione il governo ha deciso di recedere di fatto dal Withdrawal Agreement negando quanto previsto dal protocollo nord-irlandese, in un disegno di legge presentato in Parlamento a settembre e non ancora approvato, ma che rappresenta a tutti gli effetti una violazione del diritto internazionale.

 

Procede, quindi, la battaglia tra Unione Europea e Londra, che vede da un lato il governo britannico ricercare un accordo paritario sullo stile di quello che regola le relazioni dell’UE con il Canada e dall’altro le istituzioni europee che non cedono terreno e continuano ad affermare la dominanza della legislazione comunitaria, visto il maggior peso economico del blocco e la vicinanza fisica con il Regno Unito. La speranza, al fine di evitare il “no deal”, è che si trovi un accordo, anche solamente parziale. Per questo motivo, al di là della procedura di infrazione aperta a inizio ottobre, le negoziazioni vanno avanti a ritmo serrato e in un silenzio ufficiale che potrebbe lasciar intendere che si sia giunti a una prima bozza di un accordo tra le parti. Il fatto che non si registrino accuse incrociate e che i colloqui avvengano direttamente tra Ursula Von der Leyen e Boris John segnala, infatti, la possibilità di una svolta imminente.

 

Una fuoriuscita della Gran Bretagna, senza accordo, non sarebbe vantaggiosa per nessuno, ma le conseguenze più gravi sarebbero però per il Regno Unito. Tra Brexit e Covid-19, il paese si trova oggi in una situazione di fragilità economica e isolato politicamente a livello internazionale, dopo le dispute con la Cina per il 5G e il mancato supporto statunitense dove la lobby irlandese è ancora estremamente forte.

 

Secondo il team di Pictet AM, la speranza è che prevalga un atteggiamento più moderato che possa portare a un’intesa parziale entro metà mese, per evitare un nuovo scossone economico e un ulteriore indebolimento della valuta.