15/10/2020

Healthcare: ecco le aree più interessanti su cui puntare

di Advisor Professional

La News

Il settore Healthcare si è dimostrato oltremodo resiliente nel suo complesso: le stime di consensus 2020 sul settore sono scese di appena il 3,8% dall’inizio di marzo, contro il -26,7% dell’indice MSCI World. Tuttavia la dispersione delle previsioni è decisamente ampia all’interno del comparto: “Alcune aziende si sono rivelate alquanto prevedibili, mentre altre hanno annunciato risultati pressoché inimmaginabili fino a qualche mese fa, tanto al rialzo quanto al ribasso - conferma Marcus Watson, Executive Director International Equity Team di Morgan Stanley IM - Le stime di consenso relative agli utili 2020 delle aziende sanitarie in cui investiamo sono in ribasso del 2-6% per i nostri portafogli globali rispetto a marzo, malgrado l’esposizione minima a segmenti decisamente difensivi ma di minore qualità della farmaceutica e del biotech. Siamo certi che le aree più colpite si riprenderanno in tempi relativamente brevi, pertanto non vi sono danni materiali agli utili o al compounding di lungo termine che queste aziende sono in grado di generare”.

 

Su quali aree ha pesato la crisi sanitaria? “Il principale fattore negativo per il settore è stato il crollo dell’afflusso negli ospedali e nei centri chirurgici, utilizzati solo per procedure urgenti e salvavita. Ciò ha creato grandi difficoltà ai produttori di dispositivi medicali. Le aziende che vendono artoprotesi, ad esempio, hanno dovuto tagliare del 30% le stime relative agli utili 2020. Persino le categorie di prodotto ritenute decisamente non discrezionali, come i pacemaker, hanno subito un calo delle vendite. E ancora: gli ospedali, le società fornitrici di test diagnostici e le aziende che operano nel campo delle scienze biologiche”.

E le case farmaceutiche? “Hanno fatto generalmente meglio, benché alcuni prodotti somministrabili solo da personale medico abbiano sofferto - spiega Watson - In generale, quest’anno abbiamo visto una domanda molto solida nel primo trimestre, quando le persone temevano per la reperibilità dei farmaci, seguita da un affievolimento nel secondo trimestre dovuto alla riduzione delle scorte a fronte di una reazione di panico rivelatasi un po’ eccessiva”.

 

Quali altre società hanno beneficiato della situazione? “Alcune società altamente innovative stanno già beneficiando delle ricerche che conducono, in particolare quelle in grado di fornire test accurati per il Covid-19, nonché quelle capaci di aiutare le case farmaceutiche a ricercare e sviluppare terapie e vaccini. Una delle posizioni sanitarie in portafoglio aveva fornito le stime iniziali dei risultati di secondo trimestre, prevedendo una discesa del 15% della crescita organica, ma alla fine ha dichiarato un aumento dell’11% e stime di crescita del 15% nel terzo trimestre”.

 

E quali sono le prospettive? “Stiamo cercando di capire se le società colpite dal Covid-19 abbiano di fatto subito danni permanenti agli utili o se il 2020 è piuttosto un’anomalia che non si ripeterà. Per quanto riguarda le aziende che stanno beneficiando degli sviluppi legati al Covid-19, vogliamo capire quanto durature si riveleranno queste nuove entrate. Siamo ragionevolmente sicuri che le società in portafoglio prenderanno parte a queste attività, visto che per sviluppare prodotti efficaci c’è bisogno dell’aiuto delle migliori aziende scientifiche del mondo, nonché dei migliori produttori mondiali di aghi e siringhe. Inoltre, vista la difficoltà insita nel produrre vaccini di massa, non è insensato supporre che i due leader mondiali in questo campo faranno la propria parte”.