17/09/2020

Le notizie positive vengono da Oriente

di Advisor Professional

La News

Sui mercati sviluppati si continua a registrare un deterioramento della crescita. La Cina invece rimane sulla buona strada della ripresa.

“Sin da quando abbiamo aperto una posizione in sovrappeso sulla Cina, la nostra view sul paese è stata positiva – spiegano Andrew Harmstone, Mandred Hui e Laura Biancato dal team Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley IM - Di fatto tale posizione sulla Cina è stata ulteriormente incrementata nel corso di luglio in quanto le prospettive si sono dimostrate positive.

Una serie di fattori sta contribuendo a questo quadro favorevole per la Cina. I fondamentali sono migliorati nel tempo e la Cina è più avanti degli altri paesi nella ripresa a seguito della pandemia. Per di più, l’ampia crescita del credito a partire dal 2018 è stata e rimane un forte stimolo per l’economia cinese”.

 

Ma il colosso asiatico non avrà anche questa volta il ruolo chiave di trainare il resto del mondo fuori dalla recessione, come era già avvenuto in passato: Pechino sta infatti evitando di stimolare l'economia utilizzando il debito e sta realizzando investimenti inferiori rispetto alle precedenti crisi.

“Nel corso delle crisi passate un incentivo a cooperare derivava dall’intenzione di consolidare le relazioni tra paesi – continuano da Morgan Stanley IM - Tuttavia, le tensioni commerciali degli ultimi anni tra Cina e Stati Uniti hanno fatto sì che la Cina non abbia più altrettanti incentivi politici per mettere sul tavolo stimoli di pari entità. Questo diverso atteggiamento si traduce in un aumento delle esportazioni nette e una riduzione dei benefici per il resto del mondo”.

 

Tuttavia, accanto a una serie di segnali negativi - fiducia dei consumatori tornata a scendere negli Stati Uniti e in stallo nell’Eurozona, intenzioni di risparmio aumentate nell'UE, aumento dei fallimenti, disoccupazione temporanea negli Usa che si sta trasformando in disoccupazione permanente – vi sono anche motivi per essere ottimisti.

“L'aumento della fiducia delle imprese si sta traducendo in un miglioramento delle intenzioni di investimento nel settore manifatturiero degli Stati Uniti - spiegano dal Team GBaR - Gli indici PMI manifatturieri a livello globali sono saliti, soprattutto in Europa, ma un rimbalzo è evidente anche negli Stati Uniti, in Cina e in Brasile.

In Europa è stata particolarmente solida la componente dei nuovi ordini, soprattutto per quanto riguarda Germania, Italia, Francia, Regno Unito e Polonia. In Germania l'aumento può essere attribuito alla domanda latente, ma anche all'aumento della domanda di esportazioni verso la Cina: si tratta di una dinamica incoraggiante, soprattutto alla luce del fatto che abbiamo attraversato una crisi manifatturiera dalla fine del 2017 all'inizio del 2020”.

 

In ogni caso la prudenza rimane essenziale: “I posti di lavoro nel settore manifatturiero sono a rischio, e nonostante l’aumento di nuovi ordini e intenzioni di acquisto, l’output assoluto dell’attività rimane contenuto - concludono i tre esperti di Morgan Stanley IM - Sebbene notizie positive non siano da escludere, rimane possibile un’inversione del trend positivo dei dati economici”.