05/08/2020

Come muoversi ora nel mercato dei bond

di Advisor Professional

La News

Nel primo semestre 2020 le emissioni di bond societari hanno toccato i 1.200 miliardi di dollari, il doppio rispetto allo scorso anno. Logico quindi attendersi una riduzione, nel corso della seconda metà dell’anno, di titoli investment grade, visti anche i riacquisti di obbligazioni e i rimborsi.

 

“Riteniamo che le aziende adotteranno un approccio più aggressivo nel gestire i rispettivi rating e livelli di leva, dopo la pandemia di Covid‑19, per accertarsi di poter beneficiare dei piani di salvataggio garantiti dalla banca centrale - commenta Nicholas Ware, gestore di portafoglio di Janus Henderson Investors - La Federal Reserve (Fed) statunitense ha istituito due strumenti anti-crisi a fronte della Covid-19: il Primary Market Corporate Credit Facility (PMCCF), riservato alle nuove emissioni obbligazionarie, e il Secondary Market Corporate Credit Facility (SMCCF), per garantire liquidità alle obbligazioni societarie in circolazione, che faranno parte degli strumenti previsti per la prossima recessione, se necessario”.

 

Per qualificarsi per tali strumenti le società devono avere un giudizio minimo di BBB-/Baa3 da almeno due primarie agenzie di rating. “Se sei il Chief Financial Officer (CFO) di una società, sai che con un rating "investment grade" sarai decisamente più al sicuro in vista di una prossima recessione, quando potrai accedere a tali strumenti - continua Ware - Riteniamo che le società per azioni si adopereranno per salvaguardare il rating investment grade.

Le società high yield potrebbero persino tentare di essere promosse a investment grade nei prossimi anni (le cosiddette “rising stars”). Sembra che gli investitori stiano tenendo il passo con i nuovi comportamenti”.

 

 

 

Secondo un sondaggio di BoFA sugli investitori, infatti, è emerso che le aspettative riguardo ai fallen angel (società declassate a non investment grade) per i prossimi 12 mesi sono ora molto più basse rispetto a un paio di mesi fa.

“Il fatto che le società abbiano intrapreso diverse azioni, come le emissioni concentrate nella prima parte dell’anno, il taglio degli investimenti e dei pagamenti agli azionisti, non compensa completamente l'impatto degli utili ridotti per il futuro a causa del duplice shock della pandemia di Covid‑19 e della crisi petrolifera, ma dovrebbe sostenerle nel 2021 – conclude il gestore di Janus Henderson - Riteniamo che un'emissione limitata nel resto del 2020 sarà importante perché il credito continui a essere un’asset class ben sostenuta”.