I soldi tramutano la fedeltà in infedeltà, l'amore in odio, la virtù in vizio, il vizio in virtù, la schiavitù in dominio, la stupidità in intelligenza, l'intelligenza in stupidità. Karl Marx
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22/05/2019

Debito USA: facciamo chiarezza

di Advisor Professional

La News

Sebbene l’indebitamento delle famiglie statunitensi sia cresciuto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, portandosi a 13.700 miliardi di dollari a fine marzo, la tendenza osservata dal trauma della crisi finanziaria globale del 2008-9 si distacca molto dal passato. Infatti analizzando gli anni 60 americani si scopre che l’indebitamento delle famiglie cresceva al ritmo di circa il 10% all’anno, alimentando una delle storie di successo economico globale più durature del mondo.  Ma la crisi del 2008-9 ha spinto le famiglie a ridurre drasticamente i loro debiti e i prestiti hanno registrato un calo pari a -8,2% su base annua, mettendo a segno un record dal secondo dopoguerra, prima di tornare in territorio positivo nei 2-4 anni successivi.

Nonostante gli americani siano tornati ad utilizzare l’indebitamento dal 2008 il tasso di crescita è rimasto principalmente inferiore al 5% e a fine 2018 era relativamente contenuto al 2,9%. Se questo trend decennale dovesse protrarsi, le ripercussioni potrebbero estendersi al resto delle economie mondiali, spiegano gli esperti di Legg Mason. Quali potrebbero essere gli effetti di un minore indebitamento?  Sicuramente uno di essi potrebbe essere rappresentato dai tassi di interesse storicamente bassi, sia negli Stati Uniti che altrove, dato che i creditori hanno tentato di far ripartire il ciclo di indebitamento abbassando i tassi e le minori emissioni di debito hanno spinto al rialzo i prezzi delle obbligazioni e al ribasso i rendimenti.  Un secondo effetto, spiegano gli esperti, è costituito dalla pressione al ribasso sui tassi di crescita tra i fornitori degli Stati Uniti, tra cui la Cina. Se la rapida espansione della Cina è stata sostenuta da un indebitamento record, quest’onere del debito ha provocato criticità in alcuni angoli della sua economia. Francis Scotland di Brandywine Global, affiliata di Legg Mason, descrive il nuovo atteggiamento cauto dei consumatori statunitensi come il preludio della fine del superciclo di credito globale, che richiederebbe l’intervento di un nuovo prestatore di prima istanza per spostare l’equilibrio verso una maggiore crescita nel mondo intero. Al contempo, il miglior stato di salute dei bilanci dei consumatori statunitensi potrebbe essere visto come un fattore positivo da un punto di vista individuale, fornendo le potenzialità per il rilancio della spesa quando le condizioni lo permetteranno, conclude F. Scotland.

 

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