L'inflazione è quella forma di tassazione che può essere imposta senza legislazione. Milton Friedman
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08/02/2019

Dal campo alla tavola: CPR Invest - Food For Generations

di Advisor Professional

La News

9,7 miliardi! Questo è il numero di esseri umani che si prevede popoleranno la terra nel 2050 - ossia 2,2 miliardi in più rispetto ad oggi - e tutti dovranno nutrirsi. Il team di Amundi rimarca come, in un contesto caratterizzato da risorse sempre più scarse, dovremmo necessariamente produrre di più, meglio e in modo sostenibile.  Ma come siamo giunti a questa situazione e, soprattutto, cosa serba per noi il futuro? Per rispondere a questi quesiti gli esperti di Amundi individuano 5 fattori:

 

  1. La crescita demografica. La conseguenza immediata di questo trend è che serviranno sempre più risorse. Il problema? Bè, già oggi che siamo “solo” 7,5 miliardi scarseggiano, se non intervenissimo con delle misure specifiche cosa accadrà nel 2050, quando saremo 9,7 miliardi? (Fonte: United Nations. World Urbanization Prospects, the 2018 revision. Bit.ly/wup2018  #UNPopulation)
  2. Urbanizzazione. Un altro trend degli ultimi decenni è la migrazione delle masse verso i centri urbani. Qualche numero può aiutarci a comprendere tale concetto: nel 1950 solo il 30% della popolazione viveva all’interno di aree urbane, oggi quella percentuale è salita al 55%. Ma non è questa, per quanto indicativa, la percentuale che dovrebbe preoccuparci, infatti questa è destinata a salire ancora, sino a toccare il 68% nel 2050. (Fonte: United Nations. World Urbanization Prospects, the 2018 revision. Bit.ly/wup2018  #UNPopulation)
  3. Sviluppo economico globale. Sono i dati della Banca Centrale a dircelo: dal 1980 al 2018 il reddito pro capite netto è aumentato da meno di 1.000 $ ad oltre 8.000$. Anche il PIL reale è cresciuto negli ultimi 38 anni.
  4. Aumenta la domanda di cibo e acqua. La logica conseguenza dei punti precedenti è l’aumento nella necessità di beni alimentari. Diamo ancora una volta un’occhiata a qualche numero: entro il 2050 la domanda di acqua aumenterà del 55% rispetto ai livelli del 2015, mentre la produzione alimentare crescerà del 70% . (Fonte: FAO, The State of the World’s land and water resources for food and agriculture, 2011 2. The United Nations World Water Development Report 2015, “Water for a Sustainable World”, 2015)
  5. Evoluzione delle abitudini alimentari. La dieta tipo della popolazione sta cambiando, basti pensare a qual era il pasto tipo dei nostri nonni per accorgersene. In particolare è aumentato il consumo di proteine animali, specie nei paesi meno sviluppati, cui si aggiunge una crescente attenzione verso il cibo bio e salutare, così come verso il lato esperienziale dell’alimentazione.

 

Fornita questa panoramica la domanda dei potenziali investitori dovrebbe sorgere spontanea: esistono dei prodotti  finanziari che, fattivamente, hanno tra i loro obiettivi “core” quello di incidere positivamente sulla sostenibilità? La risposta è sì, ormai sono molti i fondi che pongono alla base delle proprie scelte di investimento i fattori ESG; a tal proposito ne analizzeremo uno, di Amundi: il CPR Invest – Food for Generations.

 

Il fondo: CPR Invest – Food for Generations

Si tratta di un portafoglio azionario globale che investe nei seguenti settori: agricoltura, acqua, prodotti alimentari, bevande, distribuzione alimentare e ristorazione, un universo investibile di circa 600 titoli. Come vengono scelti tali titoli? Questi, spiegano gli esperti di Amundi,  devono essere legati a temi ambientali, sociali e di governance. In tal senso l’approccio sostenibile è duplice: da un lato vengono esclusi i titoli sulla base dei criteri ESG, dall’altro viene valutato l’impatto dei titoli in portafoglio sotto il punto di vista delle risorse idriche, delle emissioni di carbonio e del riciclaggio dei rifiuti. L’idea di investimento è quella di cogliere la crescita derivante dai trend che condizionano la richiesta di cibo, con un approccio sostenibile e sfruttando l’intera catena del valore alimentare. L’obiettivo? Per la casa francese è sovraperformare i mercati azionari mondiali sul lungo periodo (almeno cinque anni), investendo nelle società coinvolte lungo l’intera catena del valore del settore alimentare.

 

 

 

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