27/03/2023

Crisi bancarie, la differenza tra Europa e Stati Uniti

La News

Dopo un lunghissimo periodo a tassi zero il 2022 è stato l’anno della grande svolta, complice l’inattesa impennata dei prezzi al consumo. E le Banche Centrali non hanno trovato di meglio che rincorrere l’inflazione con massicci rialzi dei tassi. Così la crisi è arrivata, con le banche regionali statunitensi finite in default per la classica corsa agli sportelli. Corsa per via elettronica a dire il vero, creando la prima ‘digital bank run’ della storia.

 

Il contagio internazionale ha avuto, come tutti sanno, la sua vittima più eccellente in Credit Suisse, alle prese ormai da tempo con un forte calo di fiducia da parte della propria clientela a causa dei ripetuti scandali che l’avevano coinvolta nel 2020 e 2021. E la conclusione è stata l’acquisizione da parte di Ubs, praticamente imposta dalle autorità elvetiche.

 

“Molti investitori ora si chiederanno se ci troviamo di fronte a casi isolati o se è in agguato un nuovo credit crunch” riflettono Massimo De Palma e Paolo Mauri Brusa del team Multiasset di Gam. “A nostro avviso in Europa la solidità del sistema bancario non è in discussione, la normativa sui requisiti patrimoniali si applica a tutti gli istituti a prescindere dalle loro dimensioni e l’impatto del rialzo dei tassi, che comporta una discesa del valore delle obbligazioni che le banche hanno in pancia, viene contabilizzato nei bilanci ai prezzi di mercato”.

 

Il caso di Credit Suisse è sicuramente isolato, la crisi viene da lontano e non è certamente legata alle politiche monetarie restrittive ma a scelte gestionali sbagliate”.

 

Diversa invece la situazione negli Stati Uniti, dove il contagio potrebbe allargarsi a numerose banche regionali. E per questo la Fed e i maggiori istituti bancari (come JP Morgan) si sono affrettati a fornire supporto a quelle in difficoltà” sottolineano De Palma e Mauri Brusa.

 

Per gli investitori obbligazionari o azionari dunque la scelta suggerita è dunque quella di privilegiare il comparto bancario europeo, “finanziariamente solido e con una dinamica degli utili robusta, non vista da anni”. 

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