25/01/2023

Tesla e il paradosso di Icaro

La News

Il valore di mercato di Tesla è passato dai 1.300 miliardi di dollari al picco del 2021 ai 378 di fine 2022.

“La fama di Elon Musk (un genio: quasi nessuno era riuscito a rivoluzionare così tanti settori industriali contemporaneamente e con la stessa velocità) ha spinto molti investitori ad attribuire a Tesla un premio superiore a quanto meritasse sulla base dei fondamentali.

E troppe persone si sono lasciate convincere da investitori come Cathy Wood di ARK, che prevedevano un prezzo target di 1.150 dollari o un valore di mercato di 3.500 miliardi di dollari entro il 2026”.

 

A fare il quadro della casa auto elettrica statunitense è Mark Hawtin, direttore investimenti di Gam Investments.

 

I lunghi tempi di attesa per la consegna e la caparra molto bassa (100-200 dollari) hanno creato un mercato di seconda mano molto vivace per la vendita (e la speculazione) di queste automobili. In generale Tesla è diventata famosa per aver saputo mantenere alto il valore delle sue automobili sul mercato dell’usato.

 

Alla fine del 2019 la rata mensile per il leasing di una Model 3 era di circa 390 dollari al mese - fa i conti Hawtin - I due fattori chiave del costo del leasing mensile erano i tassi di interesse e il valore residuale. Entrambi i fattori negli ultimi sei mesi si sono rivoltati contro Tesla.

Il prezzo medio di una Tesla usata, secondo Edmunds Research, è sceso del 17% nel secondo semestre del 2022, rispetto a una media del -4% per tutte le altre auto. In concomitanza col forte rialzo dei tassi di interesse, il costo del leasing mensile è più che raddoppiato per la Model 3 fino a superare oggi i 900 dollari.

Non sorprende dunque che circa il 30% delle Tesla usate in vendita a fine 2022 sia stato immatricolato proprio nel 2022, rispetto al 5% delle altre marche. Il successo del modello prima della crisi ha fatto dunque salire il valore nel mercato dell’usato. Il successo ha alimentato una domanda robusta che oggi si è volatilizzata, con il crollo del valore di seconda mano”.

 

È il cosiddetto “paradosso di Icaro”: oltre che rifarsi al celebre mito greco, è anche il titolo di un libro di Danny Miller del 1990 che illustra il fenomeno delle imprese che, dopo un periodo di apparente successo, falliscono amaramente proprio a causa delle caratteristiche che inizialmente le hanno portate alla ribalta.

Negli anni scorsi (e anche ora, da alcuni analisti), Tesla è stata definita come “la Apple del settore auto”, ma le differenze sono più delle similitudini.

Apple ha una quota del mercato degli smartphone negli Stati Uniti del 55%, il principale produttore di automobili ha una quota del 10% soltanto (e non è certo Tesla, ma Toyota).

 

“L’effetto rete che lega molti utenti all’ecosistema Apple non esiste nel caso di Tesla - prosegue Hawtin - Indubbiamente l’azienda vanta un database con un numero enorme di chilometri percorsi con i veicoli elettrici, ma di per sé questo non basta. Secondo noi, l’unico vero vantaggio di Tesla è quello di aver fatto la prima mossa.

La sua quota di mercato è in rapida diminuzione, man mano che la concorrenza avanza.

Secondo S&P Global Mobility, la sua quota di mercato nei veicoli elettrici in Nord America è scesa dall’80% nel 2020 al 64% nel 2022, e la stima per il 2025 è del 20%”.

 

Certo, l’azienda continuerà a crescere nei prossimi due anni secondo le previsioni degli analisti. Il consensus sui ricavi 2025 è intorno a quota 145 miliardi di dollari, contro gli 80 miliardi del 2022.

Ciò comporterebbe un aumento della quota di mercato dal 21% circa nel 2022 al 23% nel 2025.

 

“Se consideriamo il problema della rata del leasing e lo scenario sempre più competitivo, sembra un obiettivo eccessivo, sia in termini di ricavi assoluti che come quota di mercato” avvisa il direttore investimenti.

“Se guardiamo indietro a 5 o 10 anni fa, Tesla non ci sembra l’Apple dell’industria automobilistica ma assomiglia forse di più a Nokia, Ericsson o persino a Blackberry, che hanno avuto il vantaggio di fare la prima mossa ma alla fine non hanno mantenuto una posizione predominante sul mercato” conclude Hawtin.

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