07/12/2022

Investment grade e high yield, dove trovare rendimenti

La News

“Forse per la prima volta nell’ultimo decennio, gli investitori obbligazionari sono ben remunerati per assumere sia rischio di credito che di tasso di interesse.

La prospettiva di un’inflazione in frenata e di un rallentamento della crescita dovrebbe permettere alle banche centrali di moderare il ritmo della contrazione monetaria, che potrebbe tradursi in un vantaggio per il reddito fisso”.

Così dal team di Public Fixed Income di M&G Investments.

 

La marcata correzione delle quotazioni obbligazionarie nel 2022 ha ora creato punti di ingresso interessanti per gli investitori, sia in termini assoluti sia rispetto ad altre asset class.

 

“Gli spread del credito investment grade su scala globale stanno già prezzando una profonda recessione e un sostanziale aumento dei default” commentano dal Team.

“Pur prevedendo un ulteriore rallentamento dell'economia globale nel 2023, riteniamo che la contrazione non sarà grave come quella prevista dai mercati.

Crediamo che i mercati stiano prezzando in modo eccessivo le cattive notizie e che gli investitori siano ben remunerati per l'assunzione del rischio di credito.

Ciò è particolarmente evidente nel segmento investment grade, dove gli spread del credito riflettono un tasso di default implicito ben superiore non solo ai tassi di default medi, ma anche a quelli peggiori.

Ad esempio, le obbligazioni societarie con rating BBB prevedono un tasso di default cumulativo a cinque anni del 17%, a fronte di un tasso di default medio dell'1,5% e di un tasso di default peggiore del 5,1%.

Rimaniamo invece molto più cauti nei settori più speculativi, come le obbligazioni high yield con rating CCC, dove riteniamo che i default potrebbero aumentare in modo significativo”.

 

Il sell-off del 2022 dei corporate investment grade è stato essenzialmente il risultato di un repricing sia degli spread sia dei rendimenti dei titoli di Stato.

 

“Per gli investitori, ciò rappresenta un mix più equilibrato di esposizione al credito e ai tassi di interesse, che dovrebbe offrire una maggiore tenuta in diversi contesti” confermano da M&G Investments.

“Nel medio termine, le obbligazioni investment grade offrono un valore molto interessante e gli investitori sono ben remunerati sia per il rischio di credito sia per quello di tasso. I fondamentali del credito rimangono solidi e vediamo un rischio limitato di default, anche in caso di recessione più grave. Inoltre, gli attuali rendimenti elevati dovrebbero fornire una buona protezione contro un ulteriore aumento dei rendimenti nel breve termine”.

 

Quali aree del credito giudicate pi interessanti?

“Quella dei finanziari. Le banche, in particolare, sembrano ben posizionate per beneficiare di un contesto di tassi in aumento grazie ai margini di prestito più elevati. Al contempo le loro solide posizioni patrimoniali dovrebbero fornire una protezione consistente in caso di perdite più marcate del previsto.

Le valutazioni attuali suggeriscono che i mercati si aspettano forti perdite nel settore bancario per il rallentamento dell'economia.

Ma crediamo che gran parte delle banche principali sarà in grado di farvi fronte, e l'aumento dei tassi dovrebbe decisamente migliorarne la redditività.

Inoltre, le obbligazioni bancarie non sono state direttamente colpite dall’allentamento quantitativo, dato che le banche centrali hanno concentrato i loro acquisti su bond non finanziari. A parità di condizioni, le banche non dovrebbero risentire dell'inasprimento quantitativo delle banche centrali”.

 

E gli high yield?

“Gli attuali livelli di spread si traducono in un tasso di default implicito a cinque anni del 32%, molto più alto delle nostre aspettative e più estremo della peggiore esperienza di default di sempre.

I fondamentali societari sono generalmente in buona salute e ci aspettiamo che gli utili aziendali si dimostrino abbastanza solidi.

La leva finanziaria rimane relativamente modesta e molte società hanno ridotto il debito o esteso la scadenza dopo la pandemia: questo dovrebbe ridurre significativamente il rischio di rifinanziamento.

Gli indici high yield rappresentano così un universo di qualità superiore rispetto a prima della pandemia.

Con rendimenti appena inferiori al 10%, riteniamo che offrano un flusso di reddito interessante, che dovrebbe fornire un cuscinetto significativo contro un ulteriore ampliamento degli spread o un aumento delle insolvenze”.

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