05/12/2022

Le strategie di investimento di Carmignac per il 2023

La News

Per il 2023 le prospettive economiche rimangono decisamente variegate.

 

Negli Stati Uniti il mercato del lavoro resta incandescente: questo sostiene la crescita dei salari, ma alimenta l’inflazione. E la Federal Reserve ha fatto della lotta all’inflazione la propria battaglia principale.

“Non crediamo che gli Stati Uniti registreranno un contesto di recessione lieve e breve all’inizio del prossimo anno” spiega Raphaël Gallardo, Chief Economist di Carmignac.

“Prevediamo che l’economia statunitense possa entrare in una fase di recessione entro la fine dell’anno, ma con un calo dell’attività molto più marcato e prolungato di quanto previsto dal consensus”.

 

In Europa, i costi elevati dell’energia possono erodere i margini delle aziende e il potere d’acquisto delle famiglie, innescando così una recessione in questo trimestre e nel prossimo.

La recessione dovrebbe essere contenuta, ma la ripresa economica a partire dal secondo trimestre sarà poco brillante.

“La BCE si troverà a dover fronteggiare un contesto al limite della stagflazione: un rinnovato attivismo fiscale potrebbe inoltre intensificare le pressioni sulla BCE, forzando un difficile dibattito sulla “fiscal dominance", afferma Gallardo.

 

Infine la Cina, dove l’economia dipende esclusivamente dal settore pubblico che sostiene la crescita grazie agli investimenti in progetti infrastrutturali, mentre il settore privato è nel mezzo di una recessione.

“Le autorità sono state costrette a sostenere la crescita con supporti monetario e diplomatico” continua Gallardo. “Hanno accettato l’allentamento delle condizioni di liquidità e avviato una fase di distensione con gli Stati Uniti. Ciò fa be sperare in un graduale ritorno a un buon stato di salute economica”.

 

Come muoversi quindi?

 

Azioni. il calo delle valutazioni è in linea con uno scenario di recessione. Tuttavia vi sono ampie disparità in termini di utili e di aree geografiche. Negli Stati Uniti e in Europa le aspettative sugli utili restano elevate, non in Cina e Giappone, dato il crollo dello yen.

Gli occhi degli investitori globali sono puntati sulle dinamiche di inflazione e di crescita del mondo occidentale, ma guardare a Oriente dovrebbe rivelarsi utile, oltre a offrire una diversificazione molto favorevole.

“I prezzi dei titoli azionari non scontano lo scenario di forte recessione, e pertanto gli investitori devono essere prudenti. I titoli azionari giapponesi potrebbero trarre vantaggio dal recupero di competitività dell’economia nipponica, alimentata dalla flessione dello yen nei confronti del dollaro, ma anche dalla domanda interna.

La Cina sarà uno dei pochi paesi in cui la crescita economica nel 2023 sarà migliore rispetto al 2022” afferma Kevin Thozet, membro del Comitato di investimento di Carmignac.

 

Obbligazioni. Il credito corporate offre opportunità interessanti. Per quanto riguarda i governativi, l’indebolimento della crescita economica è normalmente associato al calo dei rendimenti obbligazionari. Tuttavia, dato il contesto di inflazione, mentre il ritmo del processo di inasprimento monetario potrebbe rallentare o addirittura arrestarsi, è improbabile che si possa registrare un’inversione di tendenza in tempi brevi.

“È preferibile optare per scadenze più lunghe, da 5 a 10 anni” avvisa Thozet. “Sul mercato obbligazionario quando i rendimenti aumentano, gli investitori possono permettersi di restare in attesa e osservare gli sviluppi della situazione. Il passare del tempo gioca a favore degli investitori. Anche se la conclusione della repressione finanziaria lascerà qualcuno ai margini, ancor più in caso di recessione", mette in chiaro Thozet.

 

Conclude l’esperto di Carmignac. “L’insieme di strategie tradizionali contro la recessione, normalmente associato al contesto illustrato precedentemente, rende necessario un portafoglio che privilegia un orientamento difensivo.

Sul fronte obbligazionario sono preferibili le obbligazioni a lungo termine emesse da emittenti ad alto rating; sui mercati azionari quelle aziende e quei settori che offrono la massima resilienza, e sui mercati dei cambi le valute che tendono a beneficiare dello status di bene rifugio”.

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