05/12/2022

Le 10 convinzioni di Amundi per il 2023

La News

“Il 2023 sarà un anno a due velocità, in cui si dovrà prestare attenzione a moltissimi rischi. Le obbligazioni sono ritornate in auge, le valutazioni di mercato stanno diventando più appetibili e la svolta della Fed nella prima parte dell'anno potrebbe creare punti d’ingresso interessanti”.

A delineare l’outlook per il 2023 sono Vincent Mortier (Group Chief Investment Officer) e Matteo Germano (Deputy Group Chief Investment Officer) di Amundi AM. E delineano quelle che sono le principali convinzioni della società sulle economie e i mercati finanziari per il 2023.

 

1. Il conflitto tra Russia e l’Ucraina funge da acceleratore verso un cambiamento di regime: un mondo sommerso dai debiti è alle prese anche con inflazione galoppante, incertezza geopolitica, politiche monetarie restrittive. Le divergenze economiche sono destinate a intensificarsi.

 

2. La crisi energetica sarà il principale driver economico di un’Europa che finirà in recessione. Le misure fiscali potrebbero attenuare la situazione, ma il momento della verità giungerà a fine 2023, quando si dovranno ricostituire le scorte del gas. Sarà fondamentale conquistare l’indipendenza energetica in chiave strategica.

 

3. L’economia cinese potrebbe riservare delle sorprese positive se mercato immobiliare e politica Covid-19 avranno un’evoluzione positiva. Prevediamo una stabilizzazione del real estate grazie a una politica meno restrittiva, e un rilassamento graduale delle restrizioni su Covid zero. I principali rischi sono l’intensificarsi dello scontro con gli Stati Uniti e le pressioni geopolitiche.

 

4. Le Banche centrali faranno di tutto per contrastare l’inflazione ed evitare una crisi stile anni Settanta. La stretta monetaria non si è ancora conclusa, anche se sarà meno serrata rispetto al 2022. I mercati finanziari forse hanno già scontato gran parte dei rialzi futuri dei tassi, ma il tasso terminale della Fed avrà un ruolo cruciale: se sarà vicino al 6% è probabile che si verifichi una recessione negli Stati Uniti e di entità ben maggiore rispetto a quella ipotizzata oggi.

 

5. Dopo le grandi correzioni, le valutazioni dei mercati sono ora più appetibili. Con condizioni economiche in peggioramento continuo e volatilità elevata, i mercati inizieranno a scontare una svolta della Fed tra il primo e il secondo trimestre 2023. Seguite questa sequenza: adottate inizialmente un posizionamento prudente visto che l’outlook sugli utili è debole, ma siate pronti a sfruttare i punti d’ingresso con un approccio graduale.

 

6. Il ritorno delle obbligazioni rimane un tema d’investimento, con focus su: credito di elevata qualità, gestione attiva della duration, gestione della componente valutaria. Prestate attenzione al rischio di liquidità e all’indebitamento societario.

 

7. Le azioni offriranno punti di ingresso. Muovetevi inizialmente con una certa cautela, privilegiate gli Usa e i segmenti di qualità, value e ad alto dividendo, ma siate pronti ad aggiungere in portafoglio titoli europei e cinesi, quelli ciclici e fortemente value, per partecipare ai recuperi dei mercati.

 

8. Le divergenze tra mercati emergenti si intensificheranno. La selezione avrà importanza cruciale. Tenete d’occhio i Paesi dove le previsioni sull’inflazione e sulla politica monetaria appaiono più benevole e aspettatevi dalla svolta della Fed un impatto positivo sulle azioni.

 

9. I temi ESG sono stati rafforzati da Covid-19 e guerra. Gli investitori dovrebbero puntare su transizione energetica e sicurezza alimentare, accelerare la traiettoria verso net zero e cercare società in grado di migliorare il loro profilo ESG.

 

10. Si profila il ritorno all'allocazione 60-40 perché i rischi incombenti di una recessione faranno sì che riparta il motore della diversificazione svolto dai titoli di Stato. L’inflazione persistente richiederà una maggiore allocazione agli attivi reali e a settori più resistenti alle diverse fonti d’inflazione

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