28/11/2022

Cina, un 2023 di opportunità

La News

“Nel corso del prossimo anno la Cina offrirà interessanti opportunità di investimento”. Parola di Dale Nicholls, gestore del Fidelity China Special Situations di Fidelity International.

Dopo un 2022 caratterizzato da sistematici lockdown che hanno rallentato l’economia e portato a un disamoramento generalizzato per l’equity di Pechino, il 2023 dovrebbe segnare l’inversione di tendenza.

 

“Senza dubbio, il sentiment nei confronti del mercato dei capitali cinese appare negativo e i recenti movimenti di mercato hanno visto un grande numero di investitori, per lo più stranieri, ridurre la propria esposizione, tuttavia riteniamo che il sell-off sia stato in qualche modo esagerato” puntualizza Nicholls.

 

“Restiamo dell'idea che la politica farà dei passi gradualmente in avanti per affrontare questi fattori, con un ulteriore allentamento sia sul fronte monetario sia su quello fiscale. Allo stesso modo, le valutazioni hanno raggiunto sconti significativi rispetto alla media storica e rispetto agli altri mercati.

 

Nel frattempo, riteniamo che il picco delle nuove riforme normative, in particolare nel settore Internet in Cina, sia ormai alle spalle. Le autorità cinesi hanno ora delineato il quadro normativo in settori quali l'antimonopolio, la protezione e la condivisione dei dati.

La crescente visibilità del panorama normativo dovrebbe portare a un'ulteriore chiarezza sulle prospettive di guadagno e sostenere le valutazioni di questi settori.

 

La persistente debolezza del settore immobiliare ha rappresentato un altro freno alla crescita dell'economia.

Se da un lato mantenere i prezzi degli immobili accessibili rimane una priorità nell'ambito degli obiettivi generali di prosperità comune, dall'altro crediamo che vedremo misure di sostegno più significative per stabilizzare il settore”.

 

Come posizionarsi in questo contesto? Ecco le indicazioni del gestore di Fidelity.

 

Rimaniamo concentrati su titoli e settori ben posizionati per beneficiare dei driver di crescita strutturale a lungo termine della Cina.

L'ondata normativa ha creato una significativa biforcazione nelle valutazioni del mercato tra i settori "allineati" alla politica governativa e quelli che sono stati sottoposti a un esame normativo.

Pertanto, non si tratta semplicemente di possedere in portafoglio società allineate, ma occorre essere disciplinati e selettivi.

 

Abbiamo aumentato l'esposizione ai beni di consumo che offrono valutazioni estremamente interessanti, dato che molti sono stati venduti a causa dei timori di lockdown.

Siamo sovrappesati sull’IT, che è stato soggetto a una maggiore regolamentazione e a un maggiore controllo da parte delle autorità, tuttavia, riteniamo che il peggio sia ormai passato e che in futuro l'attenzione si concentrerà sul perfezionamento e sull'attuazione di tali politiche.

 

Continuiamo a concentrarci sui settori che potrebbero beneficiare di un sostegno politico, soprattutto alla luce delle pressioni geopolitiche, come le energie rinnovabili, i semiconduttori e le infrastrutture. Tuttavia, questi temi sono in genere ben conosciuti dal mercato, per cui siamo particolarmente attenti alle valutazioni.

 

I titoli industriali continuano a rappresentare una posizione consistente nel portafoglio. La tesi principale del consolidamento del settore rimane valida, poiché settori come quello dei materiali da costruzione sono molto frammentati rispetto ai mercati più sviluppati.

Abbiamo, inoltre, aumentato l'esposizione al settore immobiliare, in cui le valutazioni sono estremamente basse.

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