25/11/2022

I due “superpoteri” dei portafogli

La News

Il ribasso dei primi tre trimestri dell’anno è derivato in maggior misura dalla compressione dei multipli più che dal taglio delle stime sui profitti.

È l’opinione di Bruno Paulson, Managing Director International Equity Team di Morgan Stanley IM.

 

“Il multiplo basato sugli utili prospettici dell’indice MSCI World è diminuito da 19x di inizio anno a meno di 14x di fine settembre. Tuttavia, il multiplo è ora solo del 3% al di sotto della media del 2003-2019, e si prevede un aumento di oltre il 5% per gli utili prospettici nel prossimo anno”.

 

In questo contesto, tuttavia, i portafogli globali hanno reagito in maniera diversa in confronto al passato.

“Non hanno mostrato la storica mancanza di partecipazione al ribasso, con una discesa più o meno in linea con il mercato - spiega Paulson - Di fatto, la compressione dei multipli è stata solo marginalmente meno pronunciata di quella del mercato.

La preferenza per i settori difensivi ha attenuato la flessione, ma l’esposizione del portafoglio ai segmenti più costosi (software e servizi nell’informatica, bioscienze e attrezzature nell’assistenza sanitaria) ha annullato gran parte dell’effetto positivo”.

 

“Gli utili prospettici delle strategie sono rimasti pressoché invariati quest’anno, in quanto la forza del dollaro ha bilanciato il costante compounding dei titoli - dettaglia il manager di Morgan Stanley IM - La performance degli utili è stata leggermente inferiore a quella del mercato.

Il divario può essere spiegato dalla mancata esposizione al settore dell’energia, che ha determinato gran parte dell’incremento degli utili del mercato”.

 

Potere di determinazione dei prezzi e ricavi ricorrenti non hanno funzionato in questa situazione? “Non hanno fornito il contributo sperato in un contesto di elevata inflazione e di eccesso di domanda, e in particolare i ricavi ricorrenti rappresentano probabilmente un handicap in questo momento” conferma Paulson.

 

La combinazione dei due driver implica margini e ricavi più robusti durante le fasi di ribasso, imprimendo slancio agli utili, ma nel contesto attuale il potere di determinazione dei prezzi sembra essere universale data la carenza di offerta.

Inoltre, i contratti a lungo termine impediscono ai fornitori di sfruttare gli alti prezzi a pronti e possono inoltre causare problemi a breve termine nel trasferire gli aumenti dei costi inflazionistici, almeno fino alla scadenza dei contratti, quando il potere di determinazione dei prezzi permette all’azienda di colmare il divario.

 

“Tuttavia continuiamo a giudicare positivamente questi due superpoteri dei portafogli: sono fondamentali per il compounding, ovvero la capacità di far crescere gli utili sia nei momenti positivi sia in quelli negativi – rassicura il manager di MSIM - È fondamentale nell’attuale momento favorevole, ma potrebbe trasformarsi in un periodo difficile nei prossimi trimestri, con un eventuale rallentamento o recessione che minaccerebbero i margini record, dato che l’attuale eccesso di domanda potrebbe trasformarsi in un potenziale eccesso di offerta.

Siamo meno preoccupati per la vulnerabilità degli utili del portafoglio, dato che i due superpoteri dovrebbero fornire ancora una volta una protezione dai ribassi, come testimoniato dalla solidità degli utili durante la pandemia.

La storia ci insegna che un calo degli utili del mercato è stato accompagnato da una sovraperformance del portafoglio e dalla resilienza degli utili”.

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