La flessione dei mercati dovuta alla compressione dei multipli

24/11/2022

La flessione dei mercati dovuta alla compressione dei multipli

La News

Nel terzo trimestre gli utili aziendali hanno subito una flessione limitata al 2%: il dato è però distorto dall’apprezzamento del dollaro statunitense che ha ridimensionato i profitti ottenuti in valute più deboli.

E infatti i margini rimangono tuttora in prossimità dei massimi storici.

 

Tanto che gli utili 2023 sono attesi in crescita di oltre il 5%, a fronte di una sovraperformance dei settori industriali (+8%) e una crescita a doppia cifra per i beni di consumo discrezionali, mentre i materiali dovrebbero registrare una flessione.

Di conseguenza la flessione del mercato è ancora una volta dovuta alla compressione dei multipli piuttosto che al taglio delle prospettive sugli utili.

 

“La flessione del multiplo di mercato suggerisce una maggiore cautela circa le prospettive future rispetto alle stime degli utili, dato che il multiplo sugli utili prospettici dell’MSCI World è diminuito da 19x di inizio anno a meno di 14x alla fine del Q3” dettaglia la situazione Bruno Paulson, Managing Director International Equity Team di Morgan Stanley IM.

 

“Tuttavia, il nuovo livello è solo del 3% al di sotto della media del 2003-2019, ad eccezione dei multipli che saranno circa 20 volte superiori al 2020-2021.

I settori difensivi hanno sovraperformato, in quanto beni di consumo primari, sanità e utility hanno ceduto “appena” il 14%-17% quest’anno.

Per contro i settori informatica, servizi di comunicazione e beni di consumo discrezionali hanno registrato una perdita di oltre il 30% e sono stati i più costosi piuttosto che i più ciclici da inizio anno, con i multipli dei titoli growth che hanno subito la maggiore contrazione”.

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