06/10/2022

Le energie del futuro, occasioni di investimento

La News

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha mandato alle stelle le quotazioni delle fonti fossili, riaperto (temporaneamente) infrastrutture e centrali ed evidenziato i percoli di una eccessiva dipendenza da un singolo Paese fornitore di energia.

Tutti fattori che hanno intensificato la domanda di energie sicure, pulite e a prezzi accessibili.

 

Secondo gli esperti di Goldman Sachs Asset Management, sono tre le tendenze che stanno impattando sul mercato.

In primo luogo gli elevati prezzi delle fonti fossili, spinti dalla ripresa economica, dai ridotti investimenti degli ultimi anni, dal conflitto e dall’avvicinarsi dell’inverno. Ma il rialzo ha riguardato anche metalli chiave per rinnovabili e batterie elettriche, quali rame, cobalto, nickel e alluminio.

“Affinché i prezzi si allentino, i mercati dovrebbero vedere una riduzione della domanda o un aumento dell’offerta. Se, da un lato, prevediamo un aumento dell’offerta per i metalli protagonisti della transizione energetica, riteniamo che sia probabile che i prezzi dei combustibili fossili rimarranno elevati” commenta Vikrum Vora, portfolio manager del team Liquid Real Assets di Goldman Sachs Asset Management.

 

La seconda concerne il rapido dispiegamento di tecnologie pulite ed economiche. Le rinnovabili sono ora meno costose delle tradizionali fonti energetiche.

Ma la transizione non è solo con eolico e solare, servirà un cambio di passo con le tecnologie pulite e in questo i grandi gruppi energetici tradizionali potranno svolgere un ruolo importante, avendo grande dimestichezza con ricerca e gestione di grandi progetti e beneficiando di elevati flussi di cassa da reinvestire.

 

Infine il terzo trend riguarda il “reshoring” dell’energia: la guerra ha evidenziato l’importanza di avere quanta più energia possibile prodotta internamente e senza dover dipendere in maniera eccessiva da altri Paesi. In questo, accanto alle classiche rinnovabili, la transizione porta a investire in nucleare, idrogeno, batterie di stoccaggio, tecnologie per l’abbattimento delle emissioni.

 

“Crediamo che le due tecnologie che contribuiranno a risolvere il problema dello stoccaggio di energia (in modo complementare) saranno le batterie utility-scale e l’idrogeno, le prime per quanto riguarda l’intermittenza e il secondo la stagionaltà” afferma Vora, che aggiunge: “Vediamo sottoinvestimenti anche nelle tecnologie per l’abbattimento delle emissioni, nel riciclaggio di pannelli solari e batterie, e pensiamo che la domanda di materie prime necessarie a raggiungere gli obiettivi della transizione sia molto sottostimata e potrebbe aumentare di 10 volte nel prossimo decennio”.

 

Produrre energia pulita, a basso costo e basse emissioni sarà la sfida dei prossimi anni, e saranno necessari interventi legislativi e fiscali per scalare gli investimenti e l’innovazione.

 

“Ci aspettiamo che i prossimi decenni saranno di innovazione per il settore energetico, con un ampio potenziale di opportunità per gli investitori” conclude il gestore di Goldman Sachs Asset Management.

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