04/10/2022

Mantenere basso il livello di rischio

La News

Conclusa l’era nota come Grande Moderazione - caratterizzata da crescita e inflazione costanti - ora le banche centrali, in questo nuovo regime, si trovano di fronte a un brutale compromesso: convivere con l'inflazione o subire i danni economici necessari per domarla rapidamente.

 

“A nostro avviso, non c'è modo di aggirare l'ostacolo, e nemmeno un atterraggio morbido all’orizzonte - mette in chiaro Jean Boivin, Head of BlackRock Investment Institute di BlackRock - Rimaniamo fedeli a un rischio ridotto.

Il quadro macro è peggiorato: ci aspettiamo una recessione nei principali mercati sviluppati, che potrebbe avvenire l'anno prossimo negli Stati Uniti, ma prima e più in profondità nell'area dell'euro a causa della crisi energetica.

A nostro avviso, il fatto che le banche centrali diano la priorità alla pressione per ridurre rapidamente l'inflazione rispetto alle implicazioni economiche implica recessioni più profonde”.

 

Il posizionamento strategico indicato dal BII si basa quindi sull’opinione che le banche centrali interromperanno le manovre di rialzo l'anno prossimo e non si spingeranno oltre il necessario per riportare rapidamente l'inflazione al target.

“Gli eventi recenti rafforzano la nostra convinzione che interromperanno i rialzi dei tassi e conviveranno con l'inflazione una volta che si troveranno di fronte a un danno economico, sotto forma di recessione o di crepe nella stabilità finanziaria, o di entrambi - conferma Boivin - Questa situazione sarà più favorevole alle azioni che alle obbligazioni, per cui siamo sovrappesati sui titoli dei Paesi sviluppati.

Preferiamo le azioni quotate a quelle non quotate. L'inflazione persisterà, quindi preferiamo le obbligazioni indicizzate all'inflazione a quelle nominali.

Sovrappesiamo il credito pubblico grazie alle valutazioni interessanti e al potenziale di reddito”.

 

Anche dal punto di vista tattico il focus rimane un'assunzione di rischio ridotta.

“Cerchiamo le opzioni meno negative. Sottopesiamo le azioni dei Paesi sviluppati: i titoli non hanno ancora scontato del tutto i timori di recessione e l'aumento dei tassi. Anche le aspettative sugli utili ci sembrano ottimistiche.

La crisi energetica smorza ulteriormente la nostra visione dei titoli europei. Diverso è il caso del Giappone, dove la politica monetaria ancora facile ci mantiene neutrali.

La valutazione rimane un segnale importante che ci spinge a valutare positivamente le azioni.

Le valutazioni relativamente interessanti sono anche il motivo per cui preferiamo il credito alle azioni.

I rendimenti più elevati e i bilanci solidi ci suggeriscono che il credito investment grade è in grado di resistere meglio delle azioni alle recessioni.

Sottopesiamo le obbligazioni del Regno Unito perché pensiamo che l'inflazione resterà al di sopra degli obiettivi delle banche centrali anche dopo lo stop ai rialzi. Detto questo, vediamo un certo valore nelle scadenze più brevi per la sicurezza che offrono come investimento più simile alla liquidità.

 

La persistenza dell'inflazione è anche alla base del nostro sovrappeso sulle obbligazioni indicizzate all'inflazione.

Siamo sovrappesati sul debito dei mercati emergenti. Le banche centrali sono molto più avanti di altre nei loro cicli e le valute hanno retto abbastanza bene nel contesto di risk-off.

Rimaniamo tuttavia cauti sulle prospettive valutarie, dato che alcune banche centrali Emergenti hanno sospeso la stretta monetaria a causa del deterioramento della crescita”.

Visita il corner
BlackRock, società di risparmio gestito indipendente, ha un'unica responsabilità: quella verso i suoi clienti.
Scopri di più
Le nostre ultime pubblicazioni
  • hourglass-g98d352b87_1280.jpg
    Invecchiamento della popolazione: quale effetto sugli investimenti
  • 146205635_m.jpg
    Posizionare il portafoglio in vista della recessione
  • 82938017_m.jpg
    I settori che traggono vantaggio dalle tendenze tematiche di breve e strutturali