29/09/2022

Obbligazionario, entro 12 mesi il picco dei tassi

La News

“Sebbene i mercati obbligazionari Orso tendano ad avere vita breve, in questo caso non credo che le sofferenze siano ancora alla fine.

Detto questo, però, potremmo essere agli sgoccioli: gli orsi obbligazionari possono essere selvaggi, ma sono anche rapidi nel riprezzare gli asset. Stiamo già assistendo a un'inversione della curva, che indica l'arrivo di un picco dei tassi entro i prossimi 12 mesi”.

Paul Brain, gestore della strategia Global Dynamic Bond di BNY Mellon IM, vede già quindi all’orizzonte la fine di questo ciclo di rialzi dei tassi di interesse.

 

Essere in un contesto di tassi più alti significa anche che la capacità di generare rendimenti complessivi è più facile con rendimenti più vicini al 4% rispetto a quelli prossimi allo zero che c'erano fino a un anno fa.

Ciò significa che i rendimenti delle obbligazioni e dei fondi obbligazionari dovrebbero essere in grado di recuperare le perdite subite all'inizio dell'anno, anche se ci vorrà ancora del tempo.

 

Nel frattempo, il gestore va a caccia di opportunità.

"Il mercato dovrà vedere la prova che le economie stanno rispondendo ai rialzi dei tassi. A luglio abbiamo visto alcune prove che la medicina stava funzionando, ma ci vorrà un po' di tempo per raffreddare le economie che sono in piena occupazione.

È probabile che le banche centrali debbano creare una recessione per cambiare la narrativa sull'inflazione".

 

Secondo Brain, la chiave potrebbe essere il mercato del lavoro: la disoccupazione aumenterà nei prossimi mesi, man mano che le imprese si adegueranno al mutato contesto macroeconomico.

Con un costo del denaro più alto, costi in aumento e dipendenti alla ricerca di salari più alti, per le aziende la sopravvivenza passerà anche tramite i licenziamenti.

 

Brain prevede quindi una ripresa delle insolvenze creditizie, è ottimista riguardo ai titoli dei mercati emergenti in valuta locale, ma guarda con cautela ai titoli sovrani sviluppati: "Alcuni titoli di Stato sviluppati sembrano interessanti, ad esempio Australia, Canada e Paesi scandinavi, Paesi in cui i mercati immobiliari potrebbero crollare".

 

Brain rimane quindi posizionato in modo difensivo, con circa il 25% di emissioni a brevissima scadenza e circa il 15% di titoli a tasso variabile, una posizione relativamente elevata nella strategia obbligazionaria dinamica globale.

L'esposizione agli asset legati all'inflazione è scesa invece dal 15% al 5% circa a inizio settembre. E di recente ha aggiunto duration (passando da zero a un anno) sui bond dei Paesi sviluppati.

"Penso che vedremo un costante incremento fino a tre anni, entro i prossimi tre-sei mesi – prevede - Con la ripresa obbligazionaria ci saranno opportunità nel credito investment grade e successivamente nell'high yield, ma questo potrebbe avvenire tra 9 e 12 mesi.

Al momento abbiamo una bassa ponderazione in entrambi i settori”.

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BNY Mellon Investment Management è presente in Italia dal 2001 con una filiale a Milano, dove svolge attività di promozione di soluzioni d’investimento a favore di banche, family office, compagnie di assicurazione, fondi pensione, fondazioni bancarie.
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