22/09/2022

Asia, impossibile non esserci

La News

L’Asia è destinata a rappresentare oltre il 50% del PIL mondiale nei prossimi 15–20 anni. Un dollaro americano su due di consumo globale sarà probabilmente speso in Asia.

Partendo da queste due previsioni (di McKinsey la prima e del World Economic Forum la seconda) è facile capire come non si possa contemplare un portafoglio di investimento che non comprenda il mercato azionario di questo continente.

 

“Una domanda frequente e forse la più fraintesa è come si possa cogliere questa crescita esplosiva e in trasformazione in un portafoglio - spiegano da Credit Suisse AM - Gli investitori spesso si chiedono se i loro portafogli debbano concentrarsi su un particolare settore, Paese, stile o essere diversificati su una serie di opportunità tematiche.

È forte la tentazione di cercare le società a più “alta crescita” per beneficiare dei trend di crescita strutturale della regione.

Tuttavia, i dati degli ultimi 20 anni mostrano che, in realtà, i titoli a più alta crescita hanno sottoperformato, mentre è la fascia intermedia, forse meglio definita come quella a crescita “sostenibile”, ad aver generato i rendimenti più elevati.

Questa fascia intermedia non solo ha generato i maggiori utili di capitale, ma ha anche pagato interessanti rendimenti da dividendi”.

 

 

La regione merita attenzione ma anche essere investitori attivi. Molti mercati sono inefficienti dal punto di vista delle informazioni e quindi del pricing dei titoli, inoltre i multipli di quotazione possono variare molto da Paese a Paese, a causa dei tassi di crescita delle singole aree.

Le azioni coreane sembrano convenienti dal punto di vista dei P/E, ma si tratta di un mercato molto tradizionale e con sconti dovuti alla presenza nutrita di conglomerati; invece le azioni indiane viaggiano a 50 volte gli utili dato che hanno una crescita degli utili dell’ordine del 20–30% annuo.

Pur essendo diventata negli ultimi 20 anni la “fabbrica del pianeta” e avere quindi una forte quota delle emissioni globali di CO2, la Cina è firmataria dell’Accordo sul clima di Parigi e si è posta l’ambizioso obiettivo di raggiungere il livello di zero emissioni entro il 2060. Possiede uno dei mercati di auto elettriche più grandi al mondo, e ha anche piani estremamente ambiziosi per la costruzione di infrastrutture per energie rinnovabili e l’elettrificazione della sua enorme rete stradale nei prossimi decenni.

 

Ecco quattro interessanti aree di investimento selezionate dagli esperti di Credit Suisse AM.

 

Consumi. Il ceto medio cinese supererà 1,2 miliardi di persone entro il 2030, quello indiano dovrebbe raddoppiare, passando da 400 milioni nel 2021 a 800 milioni nel 2030. Ai consumatori asiatici sarà da ricondurre metà della crescita dei consumi globali nel prossimo decennio, circa 10mila miliardi di dollari, con i consumatori che punteranno a migliorare il proprio stile di vita.

Tutto questo ha implicazioni significative in termini di ricavi per e-commerce, servizi finanziari, automotive, beni di consumo durevoli, viaggi e tempo libero, istruzione e sanità.

 

Infrastrutture. L’Asian Development Bank stima che l’Asia emergente dovrà spendere 1700 miliardi di dollari l’anno in infrastrutture fino al 2030 per mantenere la dinamica di crescita, gestire la povertà e rispondere ai cambiamenti climatici. La stima di 1700 miliardi di dollari annui è più che doppia rispetto ai 750 miliardi stimati nel 2009 dalla stessa Asian Development Bank.

Anche l’integrazione di investimenti relativi al clima è un fattore importante: ne potranno beneficiare in particolare le società dei settori energia, materiali e industria.

 

Innovazione. La spinta di cultura ingegneristica, innovazione e consumi digitali stanno spostando il continente da fabbrica del mondo a incubator del mondo, da “made in Asia” a “born in Asia”. Il vantaggio tecnologico dell’Asia si è concentrato principalmente in Cina, Giappone, Taiwan e Corea del Sud.

Pechino, da sola, rappresenta il 45% dei brevetti depositati a livello mondiale, ma anche l’India sta facendo buoni progressi, in particolare grazie all’espansione dei centri di R&S al di là del settore pubblico e a quelli guidati dalle multinazionali.

 

Cambiamento climatico. Le energie rinnovabili rappresenteranno il 40% degli investimenti energetici globali fino al 2025 e l’Asia in questo sarà un attore di primo piano. La sua quota di capacità rinnovabile installata è del 45%, contro il 25% dell’Europa e il 16% del Nord America.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede una forte crescita del settore delle energie pulite in Asia nei prossimi anni, con l’Asia che rappresenterà il 64% dei nuovi afflussi di energia rinnovabile da qui al 2040.

Visita il corner
Credit Suisse Asset ManagementGeneriamo valore. Per te.
Scopri di più
Le nostre ultime pubblicazioni
  • 168226093_m.png
    Idrogeno, la prossima frontiera degli investimenti
  • 122593724_m.jpg
    Strategie sistematiche: ecco come reagiscono all’inflazione