L’impatto del trasferimento di tecnologia sugli investimenti

22/09/2022

L’impatto del trasferimento di tecnologia sugli investimenti

La News

Dopo un periodo di tregua il Governo USA ha riacceso gli attriti con la Cina imponendo con effetto immediato un nuovo requisito di licenza per qualsiasi futura esportazione di materiale tecnologico e informatico.

 

Il Portfolio Manager Denny Fish e gli analisti di Global Technology del Central Research Team di Janus Henderson Investors, spiegano le potenziali implicazioni per gli investimenti derivanti dalle recenti restrizioni imposte dagli Stati Uniti su alcuni scambi relativi a servizi e prodotti tecnologici verso la Cina e altri Paesi.

 

Lo scopo di queste misure adottate dagli Stati Uniti è reprimere la capacità della Cina di accedere a tecnologie informatiche all'avanguardia potenzialmente utilizzabili per scopi militari. Secondo gli esperti, uno sviluppo del genere può sfociare in un'escalation significativa e probabilmente inevitabile, del conflitto economico tra Stati Uniti e Cina.

 

Da anni la Cina attribuisce massima priorità alla necessità di assicurarsi l'accesso alla sofisticata tecnologia dei semiconduttori e, in ultima analisi, l'autonomia della relativa filiera. Gli Stati Uniti sono a loro volta ansiosi di conservare la supremazia dell'innovazione in materia di progettazione di chip e, alla luce delle preoccupazioni crescenti, di evitare che tali tecnologie cadano nelle mani dell'Esercito Popolare di Liberazione.

 

Secondo il team di Jaus Henderson Investors, le crescenti barriere commerciali accelereranno il trend verso la deglobalizzazione. Quest'evoluzione è la conferma più recente dell'atteggiamento sempre più aggressivo dei decisori politici americani nei confronti della Cina.

 

Il governo cinese non prenderà questa escalation alla leggera. Gli Stati Uniti devono aspettarsi una risposta commisurata. Di conseguenza, gli investitori devono verificare la resilienza delle proprie allocazioni tecnologiche allo scopo di determinare dove si annidano le vulnerabilità a mano a mano che queste due economie, finora legate, accelerano il loro sganciamento.

 

Le ripercussioni di questa escalation sugli investimenti si faranno probabilmente sentire su entrambe le sponde del Pacifico”, spiega Fish. “Per i produttori di chip USA, gli acquirenti cinesi rappresentano un mercato redditizio, in particolare gli "hyper-scaler" del Paese che effettuano investimenti consistenti nell'AI e hanno pertanto un'enorme necessità di chip all'avanguardia. Tuttavia, l'AI è un trend secolare che si sta diffondendo in diverse economie sviluppate - e in via di sviluppo - non soggette alle restrizioni statunitensi”.

 

A fronte di uno scenario di incertezza, Fish sostiene che “al momento non tutti gli aspetti dell'universo dei semiconduttori sono interessati in egual misura. Tuttavia, come nel caso di gran parte degli sviluppi economici e geopolitici, dove esistono rischi vi sono anche opportunità. La progettazione e la produzione di GPU complesse sono notoriamente difficili, come dimostra il lento progresso della Cina nelle sue iniziative interne. Tuttavia, la riduzione di chip all'avanguardia indurrà probabilmente il governo cinese a raddoppiare gli sforzi per promuovere la propria industria di chip”.

 

Concludendo, secondo il team di Janus Henderon Investors, nonostante la crescente deglobalizzazione sia un fattore sfavorevole per alcuni operatori del settore, l'AI rimane un potente tema secolare che spingerà il mercato ad adeguarsi all’evoluzione del regime commerciale.

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