22/09/2022

Con l’inflazione è tempo di rivedere il portafoglio

La News

Gli ultimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti hanno superato le attese e la reazione dei mercati è stata violenta e immediata. In questa fase di incertezza è bene non farsi sopraffare dall’emotività causata dai bruschi movimenti del breve termine e avvalersi di un consulente esperto che verifichi la coerenza degli investimenti con il nuovo contesto di mercato. Parola di Carlo Benetti, Market Specialist di GAM Investments.

 

Negli ultimi due anni si sono succeduti eventi che hanno sconvolto le vite di milioni di persone e messo a dura prova governi e sistemi economici.

La minaccia principale che sta mettendo a rischio l’economia globale in questo momento è l’inflazione, un evento che sta dividendo due città, quella dove l’aumento dei prezzi riguarda tutti i settori (gli Stati Uniti) e quella che a breve potrebbe trovarsi ad affrontare una crisi energetica (l’Europa).

 

“L’impatto dell’inflazione non è uguale in tutti i Paesi”, spiega Benetti. “Le classi sociali più agiate ne risentono di meno rispetto ai ceti più bassi. I governi europei stanno adottando misure per alleviare il peso del rincaro stellare delle bollette su imprese e famiglie, gli Stati Uniti hanno promosso l’”Inflation Reduction Act”. Nonostante ciò, il rincaro dei prezzi fa sentire e mette a rischio la crescita economica”.

 

Per cercare di comprendere cosa spinge l’inflazione a livelli così elevati, sette economisti della Banca di Spagna e dell’Eurosistema hanno studiato i tre maggiori effetti provocati dall’aumento dei prezzi.

Il primo è l’“effetto Fisher” (dal nome dell’economista che per primo l’ha studiato approfonditamente), che descrive la redistribuzione della ricchezza reale. Per i debitori la perdita di valore del denaro è un vero e proprio sconto sul valore reale del debito; l’inflazione soccorre i debiti pubblici perché fa crescere i valori nominali del PIL e del gettito fiscale.

 

Il secondo effetto è quello del “canale del reddito nominale”. L’inflazione riduce il valore reale di stipendi, salari, pensioni, sussidi che sono soggetti a variazioni periodiche, ma allo stesso tempo imprime slancio ai prezzi di beni e servizi.

 

Il terzo effetto è quello del “canale del consumo relativo”. L’inflazione ha impatti diversi sui vari prezzi: non tutto aumenta nello stesso modo, alcuni settori sono vengono colpiti rispetto ad altri.

 

Benetti sottolinea che “di fronte all’impennata dei prezzi la risposta delle banche centrali è stata immediata e inevitabile. Tuttavia, il rialzo prolungato dei tassi è stato il maggior motivo di inquietudine dei mercati finanziari. Se le banche centrali dovessero continuare queste politiche aggressive anche nel 2023, si potrebbe scatenare una recessione “devastante”.

 

Concludendo, secondo l’analista di GAM Investments, anche nei periodi di maggiore volatilità e incertezza, gli investitori devono focalizzarsi sul lungo periodo, senza dimenticarsi che anche il mercato azionario svolge un ruolo cruciale in portafoglio.

In questo tempo di contraddizioni la stagione della saggezza e la stagione della follia di Dickens si mescolano costantemente, i risparmiatori dovrebbero condurre non una “spending” ma una “investing review” del loro portafoglio per renderlo resiliente e adatto a tutte le fasi di mercato.

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