23/06/2022

Non è il momento di fuggire

La News

Lo spetto della stagflazione torna a mettere pressione agli investitori che devono fare i conti con volatilità e forti oscillazioni di mercato. Tuttavia, non è il momento di fuggire, bisogna adattare il portafoglio al nuovo scenario economico.

Parola di Carlo Benetti, Market Specialist di GAM Investments.

 

Nel contrastare l’inflazione, le banche centrali danno l’impressione di aver smarrito la loro storica assertività e sicurezza. Sia la Fed che la BCE hanno annunciato un programma di inasprimento monetario per spingere i tassi al rialzo. La Banca Nazionale Svizzera e la Banca d’Inghilterra hanno seguito la stessa strada. L’unica eccezione è la Bank of Japan che, in splendida solitudine, ha confermato la determinazione a tenere i rendimenti obbligazionari a zero.

 

La stagflazione rimane la principale minaccia per l’Europa. La guerra in Ucraina, le chiusure in Cina, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e l’aumento dell’inflazione hanno messo a dura prova la crescita economica.

 

Le condizioni dell’economia globale di oggi sembrano molto simili a quelle registrate cinquant’anni fa. La Banca Mondiale riconosce tre similitudini con l’inflazione avvenuta negli anni Settanta: i prezzi delle materie prime erano elevati; la crescita si era indebolita e le economie emergenti e in via di sviluppo si dimostravano fragili.

 

Tuttavia, secondo Benetti, le differenze con gli anni Settanta sovrastano le analogie. In primo luogo, non c’è più l’effetto sorpresa: in quegli anni la comparsa di alta inflazione e alta disoccupazione fu un fenomeno che colse impreparati i governi e l’accademia. Inoltre, negli anni Settanta ci fu aumento senza precedenti dei salari reali, una condizione oggi impensabile.

 

“Alla luce delle attuali condizioni economiche degli Stati Uniti, i timori di stagflazione sono eccessivi”, afferma Benetti. “La crescita rallenta ma anche l’inflazione è probabilmente prossima al picco: i banchieri centrali dovranno calibrare con accuratezza le loro azioni per raggiungere il doppio obiettivo di tenere a bada l’inflazione e non nuocere all’attività economica”.

 

In attesa che la situazione si stabilizzi le strategie del portafoglio possono muoversi su tre principi.

 

In primo luogo, la cautela nell’esposizione direzionale nelle azioni e nella duration del portafoglio non significa rassegnazione. Sull’azionario è necessario rimanere leggermente positivi ma con un’elevata selettività.

 

I mercati emergenti, nonostante stiano soffrendo la forza del dollaro e il rallentamento della crescita, possono essere considerati una scelta interessante per ottenere rendimenti nel lungo periodo.

 

Il secondo principio mette in luce l’importanza di diversificare scegliendo strategie compatibili con l’ambiente di aumento dei tassi. L’America Latina, ad esempio, è un’area lontana dal conflitto ed esportatrice di materie prime.

 

L’ultimo consiglio, ma forse il più importante, è lasciarsi guidare da un gestore esperto. Lo scenario attuale di volatilità necessita di una costante manutenzione della coerenza tra strumenti e obiettivi di investimento nel lungo termine. Le materie prime sono diventate le star dei portafogli ma la gestione attiva compensa i rischi di direzionalità, favorita dai movimenti di prezzo in trend, rischiosa nelle fasi laterali.

 

Concludendo, Benetti sottolinea che “il sentiment degli investitori è completamente cambiato. Nella costruzione di un portafoglio a prova di stagflazione, vale la regola “less is more”, meno scelte si fanno tanto più si attenuano le possibilità di commettere errori”.

Visita il corner
GAM è una delle maggiori società mondiali indipendenti dedicate esclusivamente alla gestione patrimoniale.
Scopri di più
Le nostre ultime pubblicazioni
  • corda.jpg
    Rischiare fa parte del gioco
  • 106922999_m.jpg
    Dieci consigli per navigare i mercati