27/05/2022

Tecnologia penalizzata dai rialzi della Fed

La News

Dopo due anni di forte sovraperformance, il settore tecnologico statunitense è stato bersagliato dalle vendite quest’anno, tanto che nel primo trimestre ha avuto un calo quasi doppio rispetto all’S&P500.

 

“La performance nel trimestre è stata guidata dalla compressione dei multipli, nonostante i recenti report sugli utili del settore tecnologico continuino ad essere positivi - commenta Mark Baribeau, portfolio manager del fondo PGIM Jennison Global Equity Opportunities di Jennison Asscociates (affiliata di PGIM) - Ciò si riflette sui risultati all'interno del settore: le aree che hanno registrato i più alti livelli di crescita degli utili a lungo termine (servizi IT, software e semiconduttori) hanno incassato le peggiori performance.

L'attuale contesto macroeconomico incerto è stato il motore di tale risultato. Fattori come l'aumento dei tassi, l'inflazione persistente, la maggiore aggressività della Fed e l'invasione dell'Ucraina sono alla base dell’attuale incertezza e quindi del conseguente rafforzamento del meccanismo di sconto delle azioni.

Non è quindi sorprendente che le azioni di più lunga durata (aree come la crescita secolare e soprattutto i titoli tecnologici) abbiano avuto la peggiore performance e i più alti livelli di compressione dei multipli.

A differenza dell'ultimo ciclo economico 2009-2019, le valutazioni riflettono maggiormente queste forti tendenze secolari”.

 

Ma più in generale sono le tensioni geopolitiche internazionali e le manovre restrittive delle banche centrali a rendere più cauti gli investitori.

Anche se l’economia statunitense, in tutto questo, dovrebbe rimanere solida.

 

“Rimane sana e dovrebbe continuare a generare una crescita più marcata rispetto ad altre regioni sviluppate - conferma il gestore  - Tuttavia, con i tassi di interesse in aumento per combattere le persistenti pressioni inflazionistiche, il ritmo della crescita statunitense è destinato a smorzarsi, anche prima che gli effetti della guerra in Ucraina si possano manifestare.

Segni di rallentamento dell’economia hanno cominciato a palesarsi nel livello delle richieste di mutui, nel numero di case in vendita e nei prezzi delle auto usate. Le nostre previsioni per il 2022 suggeriscono una significativa moderazione nella crescita degli utili negli Stati Uniti, dopo il rapido rimbalzo dell'anno scorso.

Le pressioni inflazionistiche evidenti a fine anno sono continuate e sono state esacerbate dall'aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare del greggio, come risultato della guerra e delle sanzioni.

La Fed, pur rimanendo focalizzata sull’evoluzione dei dati, sembra intenzionata a calmierare l’aumento dei prezzi e, quindi, è probabile che nei prossimi mesi continui con un progressivo processo di politiche monetarie restrittive”.

 

I movimenti volatili degli asset rischiosi sono poi accentuati da fattori esogeni derivanti dai mutamenti dei comportamenti dei consumatori avvenuti soprattutto nel corso degli ultimi due anni con pandemia e lockdown.

“Prevediamo un cambiamento nelle preferenze dei consumatori con una maggior domanda di servizi, in particolare nella spesa per viaggi e tempo libero, rispetto a quella di beni. Le tendenze fino ad oggi continuano a sostenere tali aspettative” conclude Baribeau.

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