26/05/2022

Le prospettive della Fed favoriscono le obbligazioni

La News

Il contesto attuale di incertezza caratterizzato da rallentamento della crescita, impennata dei prezzi delle materie prime e tensioni geopolitiche più intense, ha spinto le banche centrali ad alzare i tassi di interesse per combattere il rialzo dell’inflazione. Tuttavia, nel lungo periodo, la Fed è pronta ad abbassare i toni. Parola di Patrick Zweifel, Chief Economist di Pictet AM.

 

L’inflazione continuerà la sua corsa nel secondo trimestre, raggiungendo un picco dell'8,6% negli Stati Uniti. Il conflitto in Ucraina continua a destare preoccupazioni tra gli investitori. Ma sembra improbabile un ulteriore aumento dei prezzi delle materie prime visto il rallentamento della crescita. Di conseguenza, l’inflazione core, che non dipende dall’oscillazione dei prezzi dell’energia, è destinata a diminuire.

 

Intanto, la possibilità che i tassi di interesse statunitensi vengano spinti al rialzo ha portato all’inasprimento delle condizioni finanziarie: i Treasury USA a 30 anni hanno perso più di un terzo del proprio valore dai prezzi massimi a causa dell’inasprimento delle misure di politica monetaria della Fed, e i tassi sui mutui a 30 anni sono schizzati fino al 5,4%, raffreddando velocemente il mercato dei prestiti e dei rifinanziamenti.

 

A fronte di un rallentamento della crescita e della possibilità di una recessione, la Fed potrebbe ora cambiare rotta, anche alla luce di prospettive di inflazione a due e cinque anni in linea con l’obiettivo storico del 2% della banca centrale Usa. Zweifel sottolinea infatti che “è più facile assistere a un cambio di atteggiamento della Fed nel momento in cui l’inflazione si dimostra stabile”.

 

“Considerato il consenso crescente del Consiglio della Fed verso l'adozione di una atteggiamento aggressivo per contrastare l'inflazione, è probabile che qualsiasi prova che suggerisca che l'inflazione è effettivamente transitoria segnerebbe sia il culmine dell'aggressività della banca centrale che il segnale di una fine imminente della stretta monetaria” conclude il capo economista di Pictet.

 

E se la Fed stesse veramente per raggiungere il “picco” in termini di atteggiamento aggressivo, i bond statunitensi, il debito dei mercati emergenti e il credito investment grade potrebbero registrare una crescita importante e risultare interessanti per gli investitori.

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