23/05/2022

Le azioni soffrono il rialzo dell’inflazione

La News

Le Borse resistono con tenacia al contesto attuale caratterizzato da tassi in crescita e inflazione galoppante. Tuttavia, ci attendono decisioni di asset allocation agili e reattive, che potrebbero preannunciare un cambio di regime nel mercato. Così spiega Nathalie Benatia, Macroéconomiste di BNP Paribas AM, lo scenario economico globale che ha visto le azioni in difficoltà nell’ultimo periodo.

 

Non è facile rimanere ottimisti in questa fase così turbolenta e volatile. Negli USA i tassi di riferimento potrebbero aumentare rapidamente e spingere il paese in una recessione, mentre i mercati europei faticano a gestire una crisi geopolitica in un momento in cui anche l’economia cinese è in difficoltà a causa delle misure di contenimento per il Covid-19.

 

Intanto l’inflazione negli Stati Uniti continua la sua corsa e non dà segnali di rallentamento: l’indice dei prezzi al consumo, escluse le componenti più volatilità di generi alimentari ed energia, è salito dello 0,6% fra marzo e aprile, superando lo 0,3% stimato dal consenso. Pur in presenza di qualche segnale di inflessione nei prossimi mesi, l’inflazione negli USA sembra destinata a rimanere elevata e a erodere il potere d’acquisto delle famiglie.

 

“Dobbiamo sperare che la Fed riesca ad assicurare un “soft landing” - afferma Benatia - o quanto meno, che un’eventuale accelerazione della sua strategia di contenimento dell’inflazione non arrechi troppo danno all’economia statunitense”.

Anche la BCE ha deciso di inasprire le misure di politica monetaria annunciando un rialzo dei tassi di interesse da qui a fine 2022. La Banca Centrale Europea preferisce concentrarsi sulla lotta all’inflazione convinta del fatto che il rallentamento economico sia destinato ad avere vita breve.

 

L’economista prevede un’espansione tangibile della crescita nell’Eurozona nel secondo semestre del 2022, in vista della ripresa dei piani d’investimento aziendali e di un mercato del lavoro ancora solido.

 

Alla luce di queste considerazioni, negli USA e in Europa i rischi di ribasso della crescita non vanno ignorati. Tuttavia non sembrano motivi sufficienti a scalfire la determinazione delle banche centrali di normalizzare le politiche monetarie. In questo contesto, la volatilità continuerà a prevalere sui mercati obbligazionari.

 

Concludendo, BNP Paribas AM ritiene che un’esposizione corta alla duration sia imperativa, ma è pronta ad adeguare le posizioni se i movimenti dei prezzi, in qualunque direzione, si faranno eccessivi.

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