24/01/2022

Tecnologia, Bitcoin e Blockchain

La News

Nel 2010, Laszlo Hanyecz offriva 10mila Bitcoin per l’acquisto di due pizze: si trattava della prima transazione commerciale riconosciuta con questa tipologia di pagamento.

Oggi quel pizzaiolo si troverebbe seduto su una montagna di 470 milioni di dollari, mentre l’intero sistema delle criptovalute ha una capitalizzazione di mercato complessiva di circa 3mila miliardi di dollari.

 

Alla base del Bitcoin - su cui negli Stati Uniti è stato recentemente lanciato il primo ETF sui futures, mentre in Europa ferve il dibattito se si tratti o meno di una bolla - vi è la tecnologia blockchain.

A prescindere da cosa succederà nel mondo delle criptovalute, è lecito attendersi che continueremo sempre più a sentir parlare di questa tecnologia innovativa e dei futuri risvolti in tutti gli ambiti di applicazione.

 

“Senza addentrarci nei meccanismi specifici, il concetto chiave è questo: si tratta di un nuovo tipo di architettura di database dotato del potenziale necessario a eliminare l’intermediazione in numerosi modelli di business esistenti, in particolare, ma non unicamente, nei servizi finanziari - spiega Alex Gabriele, Managing Director e gestore del team International Equity di Morgan Stanley IM - Questa nuova struttura di database agevola il trasferimento di valore tra le parti tramite Internet senza ricorrere a un’autorità centrale.

Inoltre, consente di creare sia contratti intelligenti perfezionabili automaticamente, sia denaro programmabile. La sua presenza e le sue caratteristiche potrebbero in teoria abbassare i costi delle verifiche e dello sviluppo di reti nell’economia”.

 

I costi di verifica rappresentano un onere importante, ad esempio, per le società di carte di credito, specialmente nelle operazioni transnazionali, ed è questo il motivo della lentezza e del costo richiesto per le rimesse.

 

“Al contrario, la tecnologia blockchain potrebbe consentire l’effettuazione di tali trasferimenti in modo più rapido ed economico e con modalità più facilmente verificabili da tutte le parti coinvolte - spiega il gestore - La blockchain dispone della capacità teorica di ridurre le barriere d’ingresso allo sviluppo di una nuova rete.

Se oggi si volesse creare una nuova rete di pagamento centralizzata, ciò comporterebbe costi tecnologici e di sicurezza molto elevati in fase di avvio.

Le reti blockchain possono essere sviluppate nel tempo in modo molto più economico, aumentando la sicurezza e il valore della rete a mano a mano che la rete stessa cresce”.

 

“Riteniamo che questo approccio innovativo alla verifica e all’economia di rete abbia implicazioni per le prospettive a lungo termine delle barriere che proteggono i rendimenti di alcune società di qualità e per l’attuale modello di business di queste ultime” conclude il Managing Director di Morgan Stanley IM.

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