20/01/2022

Cina, opportunità di investimento per i prossimi 10-15 anni

La News

La domanda che tutti gli investitori si pongono è: vale ancora la pena investire sulla Cina?

“Se si è selettivi e si segue un’ottica di lungo termine, la Borsa cinese può offrire opportunità di investimento per i prossimi 10-15 anni. La Cina si conferma un mercato irrinunciabile a lungo termine”.

È netta Haiyan Li-Labbé, gestore per Carmignac del fondo Carmignac China New Economy.

 

“È però necessario studiare il paese e le sue aziende. Bisogna anche interessarsi ai futuri vettori di crescita dell’economia cinese e mondiale, che saranno sicuramente diversi da quelli di oggi.

In Carmignac cerchiamo di individuare quali potrebbero essere i futuri leader globali. E per farlo occorre analizzare anche le decisioni del governo cinese, per tentare di comprenderne gli obiettivi per la Cina e la sua economia”.

 

Ma sono state proprio le mosse del governo nei mesi scorsi a scoraggiare e spaventare gli operatori…

“Sulle Borse cinesi hanno pesato molte preoccupazioni dopo il giro di vite normativo del governo su alcuni settori: ha spaventato gli investitori perché è stato decisamente più rigido rispetto agli interventi del 2015 e del 2018.

La misura è tesa a correggere gli eccessi legati al rapidissimo sviluppo di alcuni settori di attività, a ridurre ulteriormente la povertà e le disuguaglianze sociali e a rendere la crescita economica più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Secondo me questi timori sottolineano il bisogno e la necessità di comprendere bene le riforme, soprattutto sociali, condotte nel paese, per valutare meglio la trasformazione che sta avvenendo in Cina”.

 

A questi eventi si sono poi aggiunti il caso Evergrande e i timori sulle quotazioni delle società cinesi a Wall Street… “Evergrande è un caso particolare e isolato. Per quanto riguarda Wall Street, le autorità Usa hanno deciso di rendere più intransigenti i requisiti di trasparenza delle società cinesi, che ora dovranno pubblicare più informazioni, in particolar modo contabili, e dichiarare i legami che intrattengono con Pechino se vogliono essere quotate negli Stati Uniti.

Ma non c’è da preoccuparsi: gli investitori esteri potranno continuare a investire nelle società cinesi, attraverso i mercati finanziari cinesi o la Borsa di Hong Kong”.

 

Cina quindi affidabile? “Con un PIL che si prevede supererà i 16mila miliardi di dollari quest’anno, il Paese è la seconda potenza mondiale, e anche la seconda piazza finanziaria al mondo in termini di capitalizzazione di borsa: circa 20mila miliardi di dollari, dietro gli Stati Uniti (43mila miliardi) ma davanti a Giappone (7mila miliardi), Regno Unito e Francia (entrambi attorno ai 3mila miliardi).

Ma nonostante questo la Cina rimane sottorappresentata negli indici di borsa mondiali”.

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