14/01/2022

Perché puntare sui mercati emergenti nel 2022

La News

L’anno appena concluso, malgrado la ripresa della crescita globale, del commercio internazionale e dei prezzi delle materie prime, non è stato idilliaco per gli asset dei mercati emergenti.

Secondo gli analisti di BlueBay AM, sono due i principali ostacoli che hanno rallentato la ripresa di diverse economie emergenti. Da un alto il dollaro (sempre più forte) dall’altro i tassi d’interesse (che, nel 2021, hanno subito correzioni più aggressive anche rispetto all’episodio di taper tantrum del 2013, portando a un ampliamento storico dei differenziali di rendimento reale e nominale rispetto ai mercati sviluppati).

 

Dalla casa di gestione evidenziano come sia necessario, per inquadrare “il fenomeno” citare anche il minore accesso ai vaccini, la campagna vaccinale lenta e, dal punto di vista finanziario, l’inasprimento del credito e le sofferenze finanziarie degli imprenditori immobiliari che hanno pesato sui titoli dei mercati emergenti.


Le valute dei mercati emergenti, malgrado tassi in rialzo e miglioramenti nella bilancia delle partite correnti, si sono svalutate e si trovano ai minimi da diversi anni.

 

Il debito dei mercati emergenti in valuta forte nel 2021 è stato caratterizzato da un’estensione del divario tra credito sovrano e corporate di tipo investment grade e high yield. I titoli corporate sono riusciti a “superare” la pandemia con utili in ripresa e una leva che torna ai livelli pre-pandemia.

 

Da BLuebay sottolineano come gli asset dei mercati emergenti anche nel 2022 saranno volatili ma offriranno elevati rendimenti.

 

 

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