T. Rowe Price Master Mind - la quinta lezione sui quattro passaggi importanti della vita

06/12/2021

T. Rowe Price Master Mind - la quinta lezione sui quattro passaggi importanti della vita

di Max Malandra

La News

“Assapora” è il titolo del quinto appuntamento con il percorso di T. Rowe Price Master Mind. Si tratta di un corso basato su sei incontri online - validi per mantenimento EFPA - dedicati ai consulenti finanziari organizzati dall’asset manager per migliorare la professione “in ogni senso”.

Ogni tappa (a cadenza quindicinale) ha come tema guida uno dei nostri sensi. Per iscriversi è sufficiente cliccare qui.

Questa puntata si concentra sugli eventi più importanti nella vita di un cliente.

Ci sono quattro momenti in cui il consulente finanziario viene coinvolto e può fare effettivamente la differenza. Passare cioè dall’essere un semplice asset allocator a diventare il vero consulente, il coach, di una persona o di una famiglia. A T. Rowe Price ne hanno individuati quattro. Vediamoli in dettaglio.

 

Matrimonio: il CF è chiaramente il consulente di uno dei due. Ognuno di essi prima del matrimonio ha sue risorse, budget, ecc. E poi? Si aggiungono gli asset, ma si tiene tutto insieme oppure separato? Il CF può diventare quindi il faro di riferimento in ambito finanziario per la coppia. E deve rispondere a una serie di temi che gli arrivano dai coniugi.

Cliente e coniuge avranno budget separato di spesa, in special modo se uno dei due è “risparmioso” e l’altro “spendaccione”?

Creare un conto cointestato aiuta?

Come gestire la capacità di risparmio? Singolarmente o in coppia?

Si può fare affidamento sul coniuge dal punto di vista finanziario (sul suo reddito, sul fatto che risparmi, che abbia un patrimonio di riserva alle spalle)? Ad esempio, se è un imprenditore o un libero professionista avrà probabilmente un “rischio” più alto rispetto a un dipendente.

Chi gestisce le attività finanziarie? E in che modo (con decisioni condivise oppure in autonomia)?

In tutto questo, organizzare un incontro per capire le capacità di risparmio della coppia serve a coinvolgere entrambi nella responsabilità di decidere e di condividere percorsi e obiettivi. Insomma, gli incontri con il cliente servono a fare coaching

 

Nascita di un figlio: ci sono spese da affrontare, e cambia necessariamente il tasso di risparmio. Occorre un piano per l’istruzione dei figli: come da dati Istat, il tasso di occupazione dipende da titolo di studio. Risparmiare significa quindi investire per il futuro dei figli come appunto l’istruzione. Serve un IGP (investimento graduale programmato) anche noto come PAC

 

Nuovo lavoro (o primo lavoro): Per accantonare risparmi il consiglio è prendere i soldi direttamente dalla busta paga. Da subito! Prima si inizia ad accantonare, più alto sarà il montante. Una regola empirica è quella di risparmiare il 15% delle proprie entrate, ma si può anche iniziare con 6-10%. Sempre con la logica di “mettere da parte” per il futuro, il consulente dovrà anche analizzare la situazione previdenziale del cliente, proponendo una forma di previdenza complementare.

La prima domanda dovrà però essere: guardare agli obiettivi e ai desideri del cliente. Da lì serve partire per costruire il portafoglio. Che quindi dipenderà essenzialmente dall’orizzonte temporale di investimento: se si ha un obiettivo a 20 anni non può contenere bond, ma quasi solo equity.

Del resto, anche nel momento del pensionamento (a 65 anni) la quota azioni potrebbe essere intorno al 50%, dato che l’aspettativa di vita a quel punto è ancora di quasi 20 anni.

Pensione: Visualizzare pensione: per cosa si sta risparmiando? Nel concetto di pianificazione non c’è solo risparmio di denaro. Ma è sapere come verranno utilizzati quei soldi: definire come si vuole che sia la pensione, immaginare lo stile di vita da pensionato, definire come potrà essere assistenza sanitaria, definire infine gli obiettivi di vita post lavorativa.

 

Il primo step consiste nell’impegnare parte dello stipendio per la pensione, poi occorre affinare la regola prendendo in considerazione la propria situazione personale e infine pianificare le spese della pensione.

Occorre partire dal presupposto che serve circa il 75% dello stipendio per mantenere lo stesso stile di vita in pensione. Ma nel 2030, secondo i dati Inps, il primo assegno pensionistico sarà pari al 55-65% dell’ultimo stipendio. È quindi la previdenza complementare che dà il boost alla pensione erogata da Inps o da cassa professionale. Ma solo il 33% di chi potrebbe farlo, poi aderisce effettivamente alla previdenza complementare.

Creare la “visione” aiuta quindi a fare chiarezza, stabilire un piano di azione e infine lavorare con gli altri per definirla.

 

A T. Rowe Price hanno così predisposto cinque domande da fare per arrivare alla visualizzazione della pensione. Eccole.

 

Chi: con chi trascorrerai il tempo in pensione: importante capire altri attori della fase di pensione. Interazione aiuta mente (le persone impegnate meno esposte a declino cognitivo) e corpo (rimanere in forma e in salute). Chi ti aiuterà e supporterà in pensione

 

Cosa: attività cui dedicarsi: viaggi, più tempo con amici e famiglia, hobby, lavoro.

Domande da porre: come passi tempo ora (e come pensi lo passerai in pensione).

 

Dove: trasferimento da città, per costo della vita, meteo migliore, vicinanza ad amici e famiglia. Occorre far riflettere il cliente su dove vorrà vivere e motivi, ordinando i fattori che pesano su decisione. E poi, l’abitazione: cambia o resta la stessa?

 

Quando: serve guardare alla linea temporale della pensione: non tutti smettono di colpo. Anche questo conta sulle decisioni per pensione. Quando vorresti andare in pensione? Quali le ragioni per influenzare le tempistiche? Cosa puoi fare per prepararti ad andare in pensione “bene”?

 

Perché: Senso del pensionamento. Chi ha scopi validi in pensione ha meno probabilità di ammalarsi di Alzheimer, di avere deficit cognitivi ecc. Serve quindi chiedere:

Cosa da massimo appagamento alla vita?

Cosa ti darà soddisfazione durante il pensionamento?

Immagina ci sia un libro sulla tua pensione: quale sarebbe il titolo?

 

Infine ci sono tre azioni da considerare:

Continuare a perfezionare il progetto

Parlare con il coniuge e la famiglia, condividere informazioni, ragionamenti, idee

Collaborare con il proprio team di supporto

 

Certo, poi le priorità cambiano tra il momento in cui si sta per andare in pensione e gli anni successivi.

Nei primi cinque anni di pensione gli obiettivi sono quelli di avere un piano per convertire il capitale pensionistico in un flusso di reddito previdenziale, risparmiare per le spese sanitarie, gestione e budget per le spese quotidiane.

Dopo 11 anni di pensione diventano invece quelli di lasciare denaro agli eredi, contribuire a enti di beneficenza  o altre cause, ridurre i debiti.

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