Moderati e costruttivi sul debito pubblico dei Paesi sviluppati

03/12/2021

Moderati e costruttivi sul debito pubblico dei Paesi sviluppati

di Advisor Professional

La News

Le banche centrali negli ultimi mesi si stanno muovendo in modo abbastanza sincrono, seppure con differenti gradi di “normalizzazione” delle politiche.

Al tempo stesso, la reazione iniziale dei mercati ai primi rialzi dei tassi di riferimento e alla prospettiva di inasprimento monetario negli Stati Uniti è stata omogenea nei vari paesi interessati.

“I tassi di interesse a breve termine sono aumentati più bruscamente, talvolta in modo significativo, rispetto ai tassi a lungo termine, offrendo la percezione di un ciclo monetario nettamente sotto controllo da parte delle Banche Centrali, quello di un soft landing della crescita e dell’inflazione” conferma Frédéric Leroux, Head of Cross Asset e Fund Manager di Carmignac.

 

Il timore o la consapevolezza che l’inflazione sia destinata a perdurare più a lungo di quanto previsto inizialmente ha così portato i mercati obbligazionari a scontare sempre più rialzi dei tassi di interesse nei prossimi due anni.

 

“Le rivalutazioni sono state molto significative, e le aspettative appaiono particolarmente aggressive, con ad esempio i mercati che scontano la conclusione del piano di acquisti di asset e due rialzi dei tassi di interesse negli Stati Uniti entro la fine del 2022, mentre la Federal Reserve ne indica soltanto uno - entra nei dettagli Leroux - I mercati stanno scontando quattro rialzi dei tassi nel Regno Unito nei prossimi dodici mesi.

Pertanto, nell’arco di un anno siamo passati da un contesto caratterizzato da tassi permanentemente bassi e da interminabili piani di acquisti di asset, a previsioni di un ciclo di inasprimento monetario particolarmente rapido e abbastanza intenso.

Allo stesso tempo, i tassi a lungo termine, che tendono a rispecchiare maggiormente le aspettative di crescita sul lungo periodo, hanno registrato volatilità attestandosi alla fine del periodo a livelli piuttosto contenuti”.

 

Come posizionarsi quindi sul mercato obbligazionario? “È necessaria una gestione attiva del rischio di tasso di interesse. Ciò riveste maggiore importanza dato che i titoli governativi dei paesi con rating migliori, che negli ultimi dieci anni sono stati importanti per la gestione dei rischi, ora sono sempre meno considerati come bene rifugio. Il dollaro Usa e la liquidità appaiono come i fattori più in grado di fronteggiare una eventuale fase di volatilità.

Allo stesso tempo, il contesto di prolungata repressione finanziaria e condizioni finanziarie molto favorevoli rappresentano tutti fattori di sostegno per i segmenti di mercato che offrono rendimento aggiuntivo, ad esempio credito, oppure debito sovrano emergente, a patto di effettuare in questo caso una selezione drastica”.

 

Tassi a lungo termine così bassi, nonostante aspettative di inflazione così elevate e spread molto bassi, non inducono a assumere posizionamenti estremi, in quanto questa situazione paradossale è fonte di volatilità.

 

“A lungo termine, bisognerà captare eventuali segnali di ripresa duratura dell’inflazione, dopo 40 anni in cui non si è manifestata; un segnale da non perdere, che giustificherebbe una politica di gestione obbligazionaria incentrata su tassi più alti, maggiormente adatta a creare valore rispetto allo scenario previsto dalle Banche Centrali basato sul ritorno a un’economia debole tenuta in vita dal continuo aumento del debito" mette in guardia il gestore di Carmignac.

"Nell’attesa di questo ipotetico momento in cui l’inflazione potrebbe diventare per tutti i risparmiatori una preoccupazione angosciante, essere vigili ci induce a optare per un atteggiamento moderato più costruttivo sui mercati del debito pubblico dei paesi sviluppati”.

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