30/11/2021

Criptovalute, i vantaggi di un asset digitale

di Advisor Professional

La News

La moneta fisica è sempre meno usata a fronte della rapida diffusione dei pagamenti contactless e delle transazioni online. Una ricerca, di ottobre, condotta da Bank of America ha, ulteriormente, posto l’attenzione sulle valute digitali rivelando che 221 milioni di persone hanno acquistato o venduto una criptovaluta a giugno 2021 oltre tre volte rispetto ai 66 milioni del maggio 2020.
 

A settembre 2021 la banca centrale cinese ha dichiarato fuori legge tutte le attività correlate alle monete digitali proibendo le operazioni in criptovaluta e specificando che “le attività imprenditoriali legate alle valute virtuali sono attività finanziarie illegali”. L’istituto, però, in concomitanza con questo annuncio ha lanciato la valuta digitale della banca centrale (CBDC). Lo yuan digitale doveva essere, di fatto, la risposta alla minaccia derivante dalla diffusione delle criptovalute decentralizzate, come il Bitcoin. Nel dettaglio la valuta digitale cinese “scade” dopo un certo periodo di tempo allo scopo di incoraggiare la spesa e stimolare la domanda economica.

 

David Goodman, Investment Manager in GAM Investments, sottolinea come, sulla base di un sondaggio condotto dalla Banca dei regolamenti internazionali, l’86% delle banche centrali sta valutando vantaggi e svantaggi del lancio delle CBDC, ma solamente il 14% si trova in una fase di sviluppo avanzato, con l’introduzione di piani pilota.

 

La Bank of England, in un recente rapporto, ha specificato che: “una valuta digitale della banca centrale o CBDC (cioè una forma digitale della moneta legale che utilizza la tecnologia blockchain per gestire il suo libro mastro) consentirebbe a famiglie e imprese di effettuare direttamente pagamenti elettronici utilizzando la moneta emessa dalla Bank of England”. Una CBDC, utilizzate in aggiunta e non in sostituzione al denaro contante, nello specifico, viene amministrata da un ente centralizzato, nella maggior parte dei casi la banca centrale di un Paese e per l’utente finale, ed il valore che l’unità digitale rappresenta, per esempio una sterlina digitale, resta invariato.
 

L’Investment Manager evidenzia come solo le banche commerciali abbiano un collegamento diretto con la banca centrale ma una valuta CBDC potrebbe consentire, per la prima volta, a consumatori e imprese di accedervi direttamente. Anche il settore privato si è dato da fare creando, numerose, criptovalute collateralizzate con un asset di riserva, chiamato stablecoin. In sostanza parliamo di un tipo di criptovaluta emesso da una società privata con un meccanismo per ridurre le oscillazioni dei prezzi e stabilizzarne il valore. L’obiettivo è quello di offrire una versione alternativa della valuta digitale priva di rischio, gestita in modo indipendente dalle banche commerciali e che possa essere utilizzata direttamente dal consumatore, a prescindere dalla sua situazione bancaria.

 

Le stablecoin consentono di scambiare facilmente miliardi di dollari e oggi rappresentano un capitale superiore a 100 miliardi di dollari investito nell’ecosistema delle criptovalute. Considerato che quest’industria supererà i 2mila miliardi di dollari, non sorprende che le banche centrali stiano mostrando crescente interesse per un’opportunità molto appetibile.

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