29/11/2021

Brillanti prospettive per i mercati

di Advisor Professional

La News

I timori di un periodo persistente di ribassi si sono dimostrati infondati. Dopo diversi mesi dall’inizio della pandemia di Covid-19, il quadro si conferma positivo per i mercati finanziari. Per quanto riguarda le prospettive future, il contesto attuale fornisce buoni motivi per essere ottimisti. Burkhard Varnholt, Chief Investment Officer di Credit Suisse (Svizzera) SA Vice-presidente del Global Investment Committee di Credit Suisse AM esamina più da vicino alcuni fattori che stanno determinando attualmente l’andamento dell’economia e soprattutto dei mercati finanziari.

 

Il primo tema esaminato è l’inflazione che da mesi incombe come uno spauracchio, ma che di recente si è rivelata essere più uno spettro che un incubo. La minaccia di un rialzo dell’inflazione è contenuta, anche perché l’economia rimane estremamente competitiva. Le società non hanno motivo di alzare i prezzi, fatte salve le strozzature cicliche che interessano per esempio i container per i trasporti, i semiconduttori e il greggio. Varnholt spiega che “questa è un’inflazione generata dai prezzi degli attivi e non dovrebbe essere considerata un’inflazione nel senso più proprio del termine perché non ha un effetto avverso sul potere d’acquisto del denaro”.

 

Mentre la pandemia da Covid-19 sconvolgeva le società di tutto il mondo, sempre più persone profetizzavano o auspicavano la fine della globalizzazione. Spesso si sente dire che la globalizzazione è incompatibile con la sostenibilità e con il rispetto dei criteri ESG. Finora, tuttavia, non esistono prove convincenti che un mondo localizzato sia più sostenibile di uno globalizzato. Non è chiaro quale sia l’impatto della globalizzazione sul cambiamento climatico. Secondo il CIO di Credit Suisse AM il modo più semplice e rapido per conciliare il fenomeno della globalizzazione con l’esigenza di contrastare il cambiamento climatico è quello di aumentare il carbon pricing. L’Europa, che opera sul mercato più ampio al mondo dei certificati di CO2, si sta facendo promotrice degli sviluppi in questo settore. Tuttavia, siamo ancora agli inizi di questo processo perché finora solo i produttori di elettricità sono stati soggetti al carbon pricing.

 

Il settore energetico è un esempio lampante di quanto l’industria stia ripensando e reinventando sé stessa. Le aziende leader del settore hanno impiegato gli utili realizzati con le attività del settore petrolifero per diversificare le loro ricerche nel campo delle energie rinnovabili. Il fatto che l’abbandono dei combustibili fossili sia avvenuto su pressione degli investitori non lo rende meno importante. Se il pianeta dovesse scegliersi un santo patrono, i mercati finanziari sarebbero tra i candidati.

 

Varnholt sottolinea che “l’economia mondiale, pur avendo risentito dei contraccolpi politici e legati alla pandemia, sta nuovamente crescendo a ritmi impressionanti. Le carenze di personale qualificato, l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, i lunghi tempi di consegna dovuti alle strozzature delle forniture di semiconduttori sono sviluppi che attualmente vengono percepiti anche delle persone comuni. A livello macroeconomico, tuttavia, il numero crescente di progetti infrastrutturali in molte regioni del mondo è responsabile delle forti accelerazioni della crescita”.

 

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